L’artista italiano Davide Cocozza dedica a Firenze “Il David dell’indifferenziata”, un’opera che utilizza l’immagine del celebre David di Michelangelo per affrontare alcuni temi centrali della vita contemporanea della città, tra cui l’overtourism, la gestione dei rifiuti e la responsabilità individuale nella tutela degli spazi urbani. Il soggetto raffigurato, idealmente sceso dal proprio piedistallo, viene rappresentato mentre porta un comune sacco nero dei rifiuti, trasformando un gesto ordinario in un messaggio di forte valore simbolico.
L’opera nasce dal rapporto personale dell’artista con Firenze, città che Cocozza frequenta abitualmente e verso la quale manifesta un particolare interesse per il patrimonio artistico, architettonico e culturale. Il riferimento al David non intende quindi ridimensionare il valore dell’icona rinascimentale, ma inserirla nella dimensione quotidiana della città. Anche una figura simbolo della bellezza universale viene così chiamata, idealmente, a contribuire alla cura del luogo in cui si trova.
La riflessione assume particolare rilevanza considerando la pressione esercitata dal turismo sul territorio fiorentino. Nel 2025 la Toscana ha registrato oltre 15 milioni di arrivi e quasi 46 milioni di presenze turistiche, mentre Firenze e l’Area Fiorentina hanno rappresentato circa un quarto delle presenze regionali. Una capacità di attrazione che costituisce una risorsa economica e culturale, ma che comporta anche responsabilità nella gestione degli spazi pubblici, soprattutto in un centro storico riconosciuto come Patrimonio Mondiale UNESCO.
In questo contesto, la questione dei rifiuti rappresenta uno degli aspetti concreti della convivenza tra residenti, visitatori e attività turistiche. Comune di Firenze e Plures Alia hanno avviato iniziative informative rivolte anche agli ospiti delle locazioni turistiche, con materiali e kit disponibili in cinque lingue per favorire una corretta raccolta differenziata. Parallelamente, nel 2025 gli ispettori ambientali hanno effettuato oltre 30 mila controlli, esaminando più di 32 mila sacchi, con particolare attenzione al centro storico.
Il termine “indifferenziata” assume così nell’opera un doppio significato: indica da un lato il rifiuto e dall’altro una possibile forma di indifferenza verso il luogo attraversato. Il messaggio non si rivolge esclusivamente ai turisti, ma propone una riflessione più ampia sul comportamento di chiunque viva o frequenti Firenze. Essere ospiti di una città, anche per un periodo limitato, implica infatti una responsabilità nei confronti del suo patrimonio e della sua vivibilità.
“Il David dell’indifferenziata” traduce questa idea attraverso un’immagine semplice e immediata: la bellezza non può essere soltanto ammirata, ma deve essere anche preservata attraverso gesti concreti. In questa prospettiva, il gesto quotidiano di portare fuori la spazzatura assume un valore simbolico e diventa parte di una riflessione più ampia sul rapporto tra cittadini, visitatori e patrimonio urbano.







