Disagi per i cittadini che nei giorni 12 e 13 ottobre si sono presentati nelle strutture fiorentine per effettuare gli esami del sangue. Secondo le segnalazioni raccolte, un problema informatico al sistema di prenotazione ONIT avrebbe impedito lo svolgimento dei prelievi, costringendo numerosi pazienti a lasciare le strutture sanitarie e a rinviare gli esami. La situazione, segnalata inizialmente nella giornata di lunedì, si sarebbe ripresentata anche martedì, senza una comunicazione preventiva rivolta agli utenti interessati.
A denunciare l’accaduto è Jacopo Cellai, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha annunciato la presentazione di un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulla gestione del disservizio. Secondo quanto riferito dal consigliere, diverse persone, tra cui molti anziani, sarebbero rimaste in attesa per un periodo prolungato, anche a digiuno in vista degli esami, prima di essere informate dell’impossibilità di effettuare i prelievi e invitate a ripresentarsi successivamente.
La ripetizione del problema per due giorni consecutivi avrebbe aggravato i disagi, soprattutto per i cittadini costretti a riorganizzare gli appuntamenti e a riprenotare le prestazioni. Cellai ha inoltre criticato l’assenza di comunicazioni tempestive da parte dell’Asl Toscana Centro, sottolineando come un’informazione preventiva avrebbe potuto evitare spostamenti e attese inutili.
Nella sua presa di posizione, il consigliere ha definito l’episodio un ulteriore disservizio per il sistema sanitario regionale e ha chiesto alla Giunta toscana di fare chiarezza sulle cause del malfunzionamento e sulle modalità con cui è stata gestita l’emergenza. Tra gli aspetti contestati figura anche la mancata diffusione di avvisi ai cittadini attraverso i canali di comunicazione istituzionali, nonostante la presenza di un problema in grado di incidere sull’erogazione delle prestazioni sanitarie.
Le criticità, secondo quanto riportato da Cellai, sarebbero state segnalate anche dai consiglieri circoscrizionali di Fratelli d’Italia Simone Sollazzo e Cristina Menci, che avrebbero raccolto testimonianze direttamente sul territorio fiorentino.
L’interrogazione annunciata punta dunque a ottenere risposte sulla gestione del guasto informatico, sulle misure adottate per limitare le conseguenze per gli utenti e sulle modalità di comunicazione utilizzate dall’azienda sanitaria. Al centro della vicenda rimangono i disagi affrontati dai pazienti e la necessità di garantire informazioni tempestive in caso di interruzioni dei servizi, soprattutto quando coinvolgono prestazioni diagnostiche programmate.






