Firenze

Firenze ricorda l’alluvione del 1966. Concerti, letture e percorsi culturali a sessant’anni dalla tragedia

Sono previste anche aperture straordinarie e visite alla Casa Studio di Piero Bargellini, dove sarà possibile ricostruire il ruolo del sindaco...

Rigoli e Capaccioli

Firenze si prepara a commemorare il sessantesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966 con un programma di iniziative culturali dedicate alla memoria della città, alle testimonianze dei suoi abitanti e al recupero del patrimonio storico e artistico. Proseguono gli appuntamenti di “Flussi di Memoria: Firenze 1966-2026”, progetto promosso dall’Associazione Nazionale Case della Memoria insieme alla Casa Studio Piero Bargellini, con il coinvolgimento di realtà culturali del territorio.

Il primo appuntamento in calendario è previsto per venerdì 30 ottobre alle 17, nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, dove si esibirà il coro giovanile La Compagnia della voce del Centro Studio Musica e Arte, diretto da Matteo Saccà. Il maestro sarà impegnato anche al violino, accompagnato da Rossella Pugliano al violino e da Debora Tempestini e Dimitri Betti al basso continuo. La preparazione vocale è affidata a Elena Mariani.

Giovedì 5 novembre, alle 17, la Biblioteca delle Oblate ospiterà la presentazione del volume Voci dall’Alluvione – Lettere al Sindaco Piero Bargellini e a sua moglie Lelia, curato da Annegret Hoehler, responsabile dell’archivio della Casa Studio Piero Bargellini. L’incontro vedrà anche la partecipazione di Neri Binazzi, dell’Università degli Studi di Firenze, con un intervento dal titolo “Quale lingua per il sindaco?”. Le letture saranno affidate a Dimitri Frosali e Roberta Pratesi.

Il libro raccoglie lettere inviate tra il 1966 e il 1967 al sindaco Piero Bargellini e alla moglie Lelia, conservate nell’archivio personale. I documenti restituiscono uno spaccato diretto delle conseguenze dell’alluvione: richieste di aiuto, difficoltà quotidiane, perdite e sofferenze, ma anche la vasta mobilitazione solidale arrivata da diverse parti d’Italia e dall’estero.

Venerdì 6 novembre, sempre alle 17, Palazzo Medici Riccardi ospiterà un evento istituzionale che unirà musica e letture. Il concerto, coordinato dal maestro Gregorio Nardi, accompagnerà alcuni brani tratti dal volume dedicato alle lettere dell’alluvione. Alexander Sardon Trampus sarà al violino, Simone Librale al pianoforte, mentre Dimitri Frosali, Elena Bagni e Roberta Pratesi daranno voce ai testi.

Il progetto è promosso dall’Associazione Nazionale Case della Memoria in collaborazione con la Casa Studio Piero Bargellini, il Centro Associazioni Culturali Fiorentine e il Centro Studio Musica e Arte. L’iniziativa si inserisce nel Sistema Museale Tematico Case della Memoria in Toscana, con il sostegno della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze, il patrocinio del Comune e della Città Metropolitana di Firenze e la collaborazione di diversi partner tecnici. Sono stati invitati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro.

Accanto agli eventi, il programma comprende i “Percorsi di Memoria”, dedicati ai luoghi e ai beni culturali segnati dall’alluvione. Tra le iniziative figura la mostra “Danneggiato dall’alluvione del 4 Nov. 1966”, che presenterà libri e volumi storici colpiti dall’acqua e dal fango, alcuni lasciati volutamente senza restauro e altri recuperati grazie al lavoro dei restauratori. L’esposizione intende documentare sia la portata dei danni sia le possibilità di salvaguardia del patrimonio.

Sono previste anche aperture straordinarie e visite alla Casa Studio di Piero Bargellini, dove sarà possibile ricostruire il ruolo del sindaco durante le ore più difficili dell’emergenza. Il percorso “1966. D’acqua e fango” coinvolgerà inoltre la Casa di Leonetto Tintori a Prato, legata alle tecniche di recupero delle opere d’arte, la Casa di Indro Montanelli a Fucecchio, che ricorda il contributo del giornalista nel raccontare la tragedia sulle pagine del Corriere della Sera, e la Casa di Robert Browning ed Elizabeth Barrett a Firenze, collegata alla memoria degli “angeli del fango”.

Il presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, Adriano Rigoli, sottolinea l’importanza di collegare il ricordo del 1966 anche agli eventi alluvionali più recenti, compresi quelli che hanno colpito il territorio nel 2023, e alle sfide poste dai cambiamenti climatici. Il vicepresidente Marco Capaccioli evidenzia invece il valore della partecipazione e della solidarietà, indicando nella memoria condivisa uno strumento per affrontare le emergenze ambientali contemporanee e trasmettere alle nuove generazioni il significato dell’aiuto reciproco.

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