OK!Firenze

Galileo Chini e Montecatini, un rapporto consolidato nel tempo. Presentato il libro dedicato all'artista borghigiano

Un volume che racconta le tappe salienti della sua carriera artistica

Abbonati subito
  • 169
Un giovane Galileo Chini entra ella Fabbrica di ceramica a Borgo San Lorenzo Un giovane Galileo Chini entra ella Fabbrica di ceramica a Borgo San Lorenzo © (Foto Avv. G. Ungania  – Archivio A. Giovannini)
Font +:
Stampa Commenta

Si parla di Chini, e di solito, si parla di Borgo San Lorenzo e del museo dedicato. Non in questo caso. Nella Sala Affreschi a Palazzo del Pegaso è stato presentato il volume Galileo Chini a Montecatini Terme di Fabio Benzi, Mariastella Margozzi e Sibilla Panerai (Maschietto Editore) , con gli interventi di Antonio Mazzeo, presidente dell’Assemblea legislativa e Marco Casucci, vicepresidente del Consiglio regionale, Paolo Bellucci, storico dell’arte e curatore del Repertorio Galileo Chini, Mariastella Margozzi, autrice, Alessandro Sartoni, vicesindaco e assessore alla Cultura di Montecatini Terme e Luca Baroncini, sindaco di Montecatini Terme. Erano presenti all’iniziativa anche i consiglieri regionali Luciana Bartolini e Massimiliano Baldini.

Il volume presenta in una nuova veste i saggi sulla decorazione del Palazzo Comunale, sui pannelli della Primavera e sulla decorazione delle Terme Tamerici, e si inserisce all’interno delle iniziative promosse, in occasione del 150esimo anniversario dalla nascita di Galileo Chini, dall’assessorato alla cultura del comune di Montecatini Terme.

La Montecatini di inizio Novecento, che si appresta a diventare tra le più note città termali d’Europa, chiama a decorare alcuni dei suoi edifici più importanti Galileo Chini (1873 -1956), artista già affermato a livello internazionale per la peculiarità del suo stile che, affondando le radici nel Rinascimento italiano, è allo stesso tempo in continuo dialogo con le Secessioni mitteleuropee e gli Arts and crafts inglesi. Così, con affreschi e ceramiche, maioliche policrome, lustri, vetrate e lucernari Chini crea proprio a Montecatini alcuni dei luoghi più belli del Liberty italiano. Grazie anche a queste opere d’arte la città è entrata nel patrimonio Unesco.

“Galileo Chini è stato inserito tra le figure illustri della nostra regione – ha detto Antonio Mazzeo presidente del Consiglio regionale – e lo abbiamo fatto a 150 anni dalla sua nascita, è un’artista che è stato capace di tenere insieme tradizione e innovazione, l’ingegno e l’arte per disegnare il futuro con una rara capacità artigianale e manuale. Uno dei toscani da celebrare e al quale tributare il giusto riconoscimento, ringrazio il vicepresidente Casucci per aver voluto presentare in questa sede il libro dedicato a Galileo Chini.”

“Giusto celebrare in questa sede regionale una grande artista toscano – ha aggiunto il vicepresidente del Consiglio regionale Marco Casucci – nato a Firenze, ma che ha lasciato le proprie tracce indelebili in giro per la Toscana: Borgo San Lorenzo, Viareggio, Montecatini Terme, dove ha lasciato uno splendido ciclo pittorico presso il palazzo comunale. Oggi presentiamo un libro e ascoltiamo chi ha lavorato al restauro di parte delle sue opere. È bello che il nostro palazzo ospiti iniziative dedicate alla cultura e all’arte in una terra così segnata da presenze illustri e non dimenticate.”

“Nel 2021 Montecatini ha avuto il grande onore di entrare a far parte del patrimonio mondiale Unesco con altre dieci città termali europee – ci ha detto il sindaco Luca Baroncini – e una delle caratteristiche che accomuna queste città è la bellezza dell’arte e Galileo Chini con le sue ceramiche e le sue innovazioni ha lasciato un grande segno in città, oltre che a livello nazionale e internazionale. A 150 anni dalla sua nascita lo celebriamo con questa pubblicazione che testimonia il rapporto stretto che questo maestro ha avuto con la nostra città.”

“La mostra al Moca di Chini- ha detto l’assessore alla cultura Alessandro Sartoni – non è un evento isolato, pensato in modo autonomo e da valutare in quanto tale. È piuttosto la tessera di un più ampio mosaico che ha già previsto momenti di incontro coi giovani, la pubblicazione di un libro, relazioni col mondo del cortometraggio per riportare Chini alla Biennale di Venezia, altre iniziative collaterali di varia natura che vedranno la luce nei prossimi mesi. Abbiamo considerato la figura di Galileo Chini centrale nella storia culturale cittadina del Novecento. Tanti sono gli edifici che sono stati impreziositi dai suoi lavori, non è un caso se venne scelto come principale collaboratore per la decorazione interna dell’erigendo Palazzo Comunale attorno al 1913. Quindi esiste un rapporto forte fra la nostra città e il Maestro. Su questa falsariga abbiamo voluto indagare la relazione esistente fra la città e le opere di Chini: abbiamo quindi inteso proporre all’interno di sale decorate dal Chini le sue opere presenti oggi in collezioni private cittadine a riprova del legame fra Montecatini, i montecatinesi e Chini.”

Paolo Bellucci, restauratore e storico dell’arte, ha ricordato che molte opere sono già state restaurate, mentre adesso si sta lavorando al recupero delle opere conservate nel palazzo comunale. La mostra su Chini è stata organizzata in maniera un po’atipica: siamo partiti dall’intenzione di inserire solo opere realizzate a Montecatini. In questi mesi sono disponibile ad accompagnare gruppi di studenti o visitatori a conoscere le opere dell’artista.

“Un volume che racconta le tappe salienti della sua carriera artistica – ha detto l’autrice del libro Mariastella Margozzi – la sua assoluta modernità, aver fatto conoscere i misteri dell’Oriente coniugando mondi lontani con la sua cultura italiana e mitteleuropea. La sua carica creativa esplode alla Biennale di Venezia, dove nel 1914 è chiamato a decorare una sala. Uno dei grandi cantori della decorazione italiana con un’arte magniloquente e piena di gioia di vivere.”

 

Lascia un commento
stai rispondendo a