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A Marradi una scossa più forte ma con meno danni che a Barberino nel 2019, il perché lo spiegano i geologi

«Questo dimostra che è necessario continuare ad investire nelle indagini geologiche di supporto alla progettazione edilizia ed urbanistica».

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Terremoto Terremoto © N. C.
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 "Gli investimenti in approfondimenti geologici consentono di progettare in funzione del tipo di sisma atteso per ogni determinata area e rappresentano un investimento per la sicurezza delle persone, su cui è necessario che l’amministrazione pubblica continui a concentrarsi senza arretramenti". E, secondo Riccardo Martelli, presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana, "gli eventi sismici di Marradi con gli scarsi danni registrati, lo hanno appena dimostrato".

"Nel momento in cui scrivo – dichiara - sono 222 le scosse sismiche che si sono verificate nella sequenza che va avanti dalla notte del 18 settembre nell’area di Marradi. Indipendentemente dalle cause che stanno generando questo rilascio di energia, una prima analisi porta a mettere in luce un importante aspetto, relativo ai danni che sono stati prodotti, molto limitati, in relazione alla magnitudo dell’evento principale.

Ad oggi si registrano danni ad alcune strutture isolate, non si evidenzia un’area, più o meno ristretta, all’interno della quale si siano avuti danni gravi, come ad esempio accadde nell’abitato di Barberino del Mugello nel dicembre del 2019. 
In quel caso, un terremoto di magnitudo inferiore, in presenza di una tipologia edilizia confrontabile con quella di Marradi, dette luogo a danni importanti, con fabbricati fortemente lesionati e resi inagibili in alcune aree dell’abitato cittadino.

La differenza fra gli effetti che si ebbero nell’area di Barberino e quelli odierni nella zona di Marradi, e vengo al punto, dimostra una volta di più quanto sia importante l’approccio che stiamo portando avanti da anni nello studio degli effetti di amplificazione locale; e sottolinea una volta di più quanto questi siano fondamentali per il corretto dimensionamento delle strutture, siano esse strade, ponti, dighe o semplici edifici residenziali.

L’evento di Marradi ci ha mostrato che particolari condizioni geologiche, come la presenza di ridotti spessori di materiale alluvionale poggianti su un substrato roccioso, o l’assenza di forti differenze in termini di velocità delle onde sismiche fra gli strati superficiali ed il substrato roccioso, determinano ridotti effetti di amplificazione locale dell’onda sismica.
Di contro, Barberino ha evidenziato come forti contrasti di velocità fra strati profondi e superficiali, abbiano portano ad importanti amplificazioni del segnale sismico e di conseguenza uno scuotimento maggiore e danni rilevanti, pur con un terremoto di minore intensità.

Scoprire queste differenze è il lavoro dei geologi: ricostruire il modello geologico tridimensionale e caratterizzare ogni livello del sottosuolo in termini sismici e fisico-meccanici, è quello che da diversi anni viene fatto negli studi di microzonazione; si tratta di raffinate analisi finalizzate alla definizione delle caratteristiche dell’azione sismica, così da permettere al progettista di modellare le strutture ‘su misura’ in funzione del tipo di sisma caratteristico proprio di quella determinata area.

È consequenziale, dunque, comprendere quanto sia strategica, dal punto di vista della sicurezza generale, la cura degli aspetti di indagine geologica preliminare nella progettazione delle strutture; e ribadisco questo aspetto poiché da più parti si registrano spinte per un depotenziamento degli studi geologici di supporto agli strumenti di pianificazione territoriale o alla progettazione edilizia.

È vero che un arredo urbano ben fatto e curato o il rivestimento griffato del nostro bagno confortano il nostro senso estetico; però è necessario un salto culturale in avanti da parte di progettisti, amministratori o privati cittadini, non considerando le spese per gli studi geologici come un adempimento normativo poco funzionale, ma piuttosto come un investimento per la sicurezza delle persone. Sicuramente un investimento poco riconoscibile, ma dalla resa garantita, e ne è la prova provata l’evento di questi giorni a Marradi.

In tal senso, e mi riferisco alle amministrazioni pubbliche, operando con una comunicazione efficace, gli investimenti in approfondimenti geologici, magari non daranno conforto al nostro senso estetico, ma sicuramente saranno di fondamentale importanza per mettere in sicurezza il cittadino".

 

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Commenti 1
  • Alessandro

    Ecco un discorso sensato: "comprendere quanto sia strategica, dal punto di vista della sicurezza generale, la cura degli aspetti di indagine geologica preliminare nella progettazione delle strutture" che alla luce delle vicende dell'Eolico sul Crinale del Giogo di Villore pone importanti interrogativi, come evidenziato nel vostro articolo del 7 settembre 2023 con l'intervista al Geologo Bastogi, da rileggere alla luce di quanto sta avvenendo ora, con un terremoto il cui epicentro è ad appena 10 km da dove si vorrebbe edificare l'impianto industriale eolico.

    rispondi a Alessandro
    mer 20 settembre 09:33