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Matteo Spanò. Presidente di Muse e socio di un'azienda che opera col Comune. E' conflitto d'interesse?

La denuncia di Fratelli d'Italia. L'azienda di Borgo San Lorenzo si occupa di eventi per conto anche della Città Metropolitana e di alcune partecipate.

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Matteo Spanò Matteo Spanò © Federazione Toscana Bcc
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"E' strano che il Presidente del consiglio direttivo di Muse, l'associazione da poco trasformata dall'amministrazione comunale in Fondazione sia anche titolare di un quarto delle quote della società "Power Rent srl" con sede a Borgo San Lorenzo e avviata attività nel settore dell'organizzazione eventi completa con tanto di impianti fonici e scenografie." dichiarano da Fratelli d'Italia.

Un manager rampante che in questi anni sta lavorando parecchio e non solo perché adesso con Muse gestisce il Museo di Palazzo Vecchio e quello del Novecento ma perché ha anche lavorato parecchio con il Comune di Firenze, Città Metropolitana e società partecipate. Il possibile conflitto d'interessi per Matteo Spanò, presidente della Federazione Toscana delle banche di credito cooperativo, è stato sollevato nel corso dello scorso consiglio comunale dal capogruppo di Fratelli d'Italia Alessandro Draghi, ma i sussurri e le illazioni su presunte vicinanze con l'attuale amministrazione ci sono da tempo così come le voci che lo indicano come un buon finanziatore delle campagne elettorali di Nardella.

Torniamo ai fatti. Draghi ha ottenuto dalla vicesindaca Alessia Bettini la conferma che Spanò detiene effettivamente queste quote in Power Rent e ha confermato anche gli affidamenti avuti dalla società da parte dell'ufficio del Sindaco e che ammontano a 3000 euro per un evento svoltosi nel 2022 e Firenze Smart (contratto in essere per noleggio).
Anche Silfi a detta di Draghi che dichiara di possedere i documenti che lo confermano ha in corso affidamenti diretti e anche su questo fatto la vicesindaca ha confermato.

"Non so so è legale o illegale - ha affermato Draghi in aula - ma non è opportuno che una ditta dove lui ha le quote lavori con gli enti che lo hanno nominato alla guida di Muse come il comune di Firenze" annunciando un esposto all'anticorruzione.

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