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Re.So. compie vent’anni: la storia del recupero solidale a Empoli

Il recupero solidale a Empoli compie vent'anni. Scopri la storia di Re.So., dall'intuizione del 1998 a oggi, tra cibo recuperato e solidarietà concreta.

Re.So. compie vent'anni: la storia del recupero solidale a Empoli

Immagine generata con AI

Sabato 31 ottobre 2026, Empoli ospita una giornata intera dedicata a ripercorrere due decenni di impegno nel recupero alimentare e nella lotta alla povertà. Il recupero solidale a Empoli ha una storia che affonda le radici nel 1998, quando nacque il primo progetto in città, e che oggi si celebra con un evento pubblico aperto alla comunità, dall’alba al tramonto, in uno degli spazi più simbolici del territorio empolese.

Vent’anni di attività autonoma: da un progetto locale a una realtà consolidata

Tutto cominciò nel 1998, quando a Empoli prese forma il primo progetto dedicato al recupero e alla redistribuzione del cibo. Da quell’intuizione iniziale, Re.So. (Recupero Solidale) ha costruito nel tempo una struttura associativa autonoma che oggi conta vent’anni di attività continuativa. L’anniversario non è soltanto un traguardo numerico: rappresenta la conferma che un modello fondato sul volontariato, sulla riduzione degli sprechi alimentari e sulla solidarietà concreta può durare, crescere e rispondere a bisogni reali.

Il principio alla base del lavoro di Re.So. è diretto: il cibo che rischia di essere sprecato — da supermercati, mercati, aziende agroalimentari — viene intercettato, raccolto e portato a chi ne ha bisogno. Un circuito che trasforma uno scarto in una risorsa, e che nel tempo ha costruito anche reti di relazione tra persone e comunità, non soltanto flussi di derrate alimentari.

L’evento del 31 ottobre: programma e sede

La giornata celebrativa si intitola Re.So. 20 anni – Recuperare il cibo, costruire relazioni e si svolge sabato 31 ottobre 2026 presso la Sala Soci Coop del Centro*Empoli, in via Sanzio. L’appuntamento è in programma dalle 9:15 alle 18:00, una formula lunga che consente di alternare momenti di racconto storico, confronto sul futuro del settore e spazio per il pubblico.

Uno degli elementi centrali della giornata è la presentazione di un documentario realizzato per ripercorrere i vent’anni dell’associazione. Il filmato non è un semplice archivio di immagini: è pensato come strumento narrativo per restituire alla comunità la memoria di un percorso collettivo, fatto di volontari, partner, beneficiari e scelte organizzative che hanno definito l’identità di Re.So. nel corso degli anni.

Il titolo scelto per l’evento — Recuperare il cibo, costruire relazioni — sintetizza bene la doppia missione dell’associazione: da un lato la dimensione pratica e materiale del recupero alimentare, dall’altro quella sociale e umana delle relazioni che questo lavoro genera. Non si tratta soltanto di distribuire pasti, ma di costruire legami tra chi dona, chi raccoglie e chi riceve.

Il recupero alimentare come risposta alla povertà alimentare

Il tema al centro dell’attività di Re.So. — la povertà alimentare — è tutt’altro che risolto nel contesto italiano e toscano. Anzi, la questione rimane strutturalmente rilevante, e le organizzazioni che operano in questo ambito svolgono un ruolo che nessun servizio pubblico riesce a coprire integralmente. Il recupero solidale a Empoli si inserisce in un ecosistema più ampio di reti del dono e del riuso che coinvolge realtà simili su scala regionale e nazionale.

La specificità di Re.So. sta nell’aver saputo tenere insieme due obiettivi spesso trattati separatamente: la riduzione dello spreco alimentare — con tutto il suo impatto ambientale — e il contrasto alla povertà. Ogni chilo di cibo recuperato e redistribuito è contemporaneamente un atto di sostenibilità ambientale e un atto di solidarietà sociale. Questo doppio valore ha reso il modello empolese riconoscibile e replicabile.

Una giornata aperta alla comunità e al confronto sul futuro

L’evento del 31 ottobre non è pensato soltanto come celebrazione retrospettiva. Il programma, che occupa l’intera giornata fino alle 18:00, include anche spazio per discutere il futuro del recupero alimentare: le sfide normative, le opportunità di collaborazione con enti pubblici e privati, e le prospettive di chi lavora ogni giorno in questo settore.

Per chi vive nel Valdarno Inferiore o nell’area metropolitana fiorentina, la giornata rappresenta anche un’occasione per conoscere da vicino una realtà del terziario sociale che opera silenziosamente ma con continuità da quasi tre decenni. Maggiori informazioni sull’associazione sono disponibili sul sito ufficiale di Recupero Solidale.

Vent’anni di recupero solidale a Empoli sono, in fondo, vent’anni di scelte quotidiane: raccogliere invece di sprecare, condividere invece di ignorare, costruire relazioni invece di lasciare le persone sole. Il 31 ottobre, in via Sanzio, quella storia prende voce e si racconta.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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