La misura è stata confermata dal Consiglio metropolitano, con un fondo da un milione di euro pensato per alleggerire una delle spese più pesanti dell’anno scolastico.
Il Bonusback Tpl 2026 è rivolto agli studenti iscritti alle scuole superiori e residenti in uno dei 41 Comuni della Città metropolitana di Firenze, escluso il Comune di Firenze. È questo il punto su cui spesso nascono i dubbi: a fare fede è la residenza dello studente, non la sede della scuola. Dunque può fare domanda anche chi frequenta un istituto nel capoluogo, oppure fuori dal territorio metropolitano, purché abiti in uno dei Comuni ammessi.
Restano fuori i residenti nel Comune di Firenze, per i quali esiste una misura a parte: il Bonus Ti Porta Firenze. In quel caso gli studenti possono acquistare ogni tranche trimestrale dell’abbonamento a 15 euro con agevolazione ISEE oppure a 30 euro senza ISEE. Le domande per il bonus comunale, secondo quanto indicato dall’amministrazione, restano aperte fino al 12 novembre 2026, salvo esaurimento dei fondi.
Quanto si recupera: rimborso fino al 60% e un milione di euro sul piatto
Il contributo permette di ottenere un rimborso fino al 60% del costo dell’abbonamento Tpl acquistato per l’anno scolastico. La delibera è stata approvata dal Consiglio metropolitano a fine settembre, con l’ultima variazione di bilancio, e mette a disposizione un milione di euro interamente finanziato dalla Città metropolitana di Firenze. Non è quindi un bonus statale, ma una scelta dell’ente metropolitano.
Il Bonusback non è una novità, ma negli anni è cresciuto. Nel 2023 il rimborso arrivava al massimo al 40%. Nel 2025, secondo i dati diffusi dall’ente, ne hanno beneficiato circa 5.000 studenti con le loro famiglie. La sindaca metropolitana Sara Funaro, nel confermare il contributo, ha indicato due obiettivi: ridurre il peso del trasporto scolastico sui bilanci familiari e spingere i ragazzi a usare di più i mezzi pubblici, con ricadute attese anche su traffico e inquinamento.
Domanda online entro il 30 novembre: servono SPID, CIE, allegati e IBAN
La domanda per il rimborso dell’abbonamento va presentata online entro il 30 novembre 2026. Si parte dalla home page del sito della Città metropolitana di Firenze, cliccando sull’icona dedicata al “BONUSBACK TPL studenti”. Per entrare nella procedura servono SPID oppure CIE, la carta d’identità elettronica. Nel modulo vanno indicati i dati dell’abbonato, la scuola frequentata, la sede e la classe. Bisogna poi caricare una foto o una scansione dell’abbonamento in formato png, jpg o pdf.
Prima di cominciare conviene controllare bene anche l’IBAN. Il rimborso arriverà con bonifico sul conto indicato nella domanda. Se lo studente è minorenne, la richiesta deve essere presentata da un genitore o da un tutore, che deve essere anche intestatario del conto.
Sembra un dettaglio, ma può fare la differenza: un IBAN non coerente con il richiedente può rallentare la pratica o portare a richieste di integrazione. Per gli abbonamenti di Autolinee Toscane basta la ricevuta; per quelli Trenitalia si può allegare la scansione o la foto del titolo cartaceo, oppure la copia digitale. Ammessi anche gli abbonamenti combinati, per esempio extraurbano più urbano, sia annuali sia trimestrali.
Pagamenti entro febbraio 2027 e bonus cumulabile con altri contributi
I rimborsi del Bonusback Tpl 2026 saranno pagati entro febbraio 2027, dopo i controlli degli uffici della Città metropolitana e dei Comuni di residenza. Le verifiche serviranno a confermare i requisiti dichiarati, la validità dell’abbonamento e la correttezza dei dati bancari. Solo dopo partiranno i bonifici, secondo tempi e modalità stabiliti dagli uffici competenti.
Il contributo è cumulabile con altri bonus eventualmente attivati dai Comuni del territorio. Negli ultimi anni alcune amministrazioni hanno affiancato misure proprie: nel 2024, per esempio, Greve in Chianti aveva previsto un ulteriore rimborso del 20% per gli studenti delle superiori, da sommare al contributo metropolitano. Resta da vedere quante domande arriveranno quest’anno e se il fondo da un milione di euro basterà per coprirle tutte. Per molte famiglie, intanto, la data da segnare resta una sola: 30 novembre, senza proroghe.






