Il timore di subire una spaccata tiene sveglie più della metà delle attività commerciali fiorentine. È quanto emerge da un’indagine condotta da Confcommercio in collaborazione con Format Research, pubblicata tra il 13 e il 14 ottobre 2026, che fotografa un clima di preoccupazione crescente tra i commercianti della città: il 56,5% degli operatori fiorentini dichiara di temere di essere colpito da raid o spaccate, una percentuale sensibilmente superiore alla media nazionale.
Firenze sopra la media nazionale per le spaccate
Il dato più significativo che emerge dall’indagine di Confcommercio riguarda il confronto con il resto d’Italia. La quota di commercianti che a Firenze teme le spaccate — 56,5% — supera di quasi sette punti percentuali la media nazionale, ferma al 49,9%. Significa che nella città toscana il fenomeno è percepito in modo più acuto rispetto alla maggior parte degli altri centri urbani italiani, e che il problema delle spaccate a Firenze ha assunto una dimensione particolarmente sentita tra chi gestisce un negozio, un bar, un ristorante o qualsiasi altra attività aperta al pubblico.
Il divario con il dato nazionale non è trascurabile: più di un commerciante fiorentino su due vive con la preoccupazione concreta di poter essere il prossimo bersaglio. Un’angoscia che non riguarda soltanto le zone periferiche o i quartieri storicamente più esposti, ma che attraversa in modo trasversale l’intera rete commerciale cittadina.
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Baby gang e malamovida, due fenomeni che si intrecciano
L’indagine di Confcommercio Firenze inserisce le spaccate in un quadro più ampio che comprende anche il tema delle baby gang e della cosiddetta malamovida. Questi fenomeni, pur distinti nelle loro dinamiche, contribuiscono a creare un senso di insicurezza diffuso che pesa sull’attività quotidiana dei commercianti. Chi gestisce un locale nelle ore serali, chi tiene aperto fino a tardi o chi ha la vetrina su una strada di passaggio si trova a fare i conti con una pressione che va oltre il semplice rischio di furto.
Le spaccate — tecnicamente furti con rottura di vetrine o porte d’ingresso, spesso compiuti nelle ore notturne — rappresentano una delle forme di criminalità più visibili e impattanti per il tessuto commerciale urbano. Non solo per il danno materiale immediato, ma anche per le conseguenze sull’operatività del negozio nei giorni successivi e per l’effetto psicologico su chi lavora in quell’attività.
Cosa chiedono i commercianti fiorentini
L’allarme lanciato da Confcommercio attraverso i risultati dell’indagine si traduce implicitamente in una richiesta di maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Quando oltre la metà degli operatori commerciali di una città come Firenze dichiara di temere le spaccate, il messaggio che arriva alle autorità locali e alle forze dell’ordine è inequivocabile: il presidio del territorio, la prevenzione e la risposta ai reati predatori devono essere rafforzati.
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Il fenomeno delle spaccate a Firenze non è nuovo, ma la dimensione quantitativa che emerge dall’indagine di ottobre 2026 gli conferisce un peso statistico difficile da ignorare. Una soglia del 56,5% di commercianti preoccupati indica che il problema ha smesso di essere marginale o circoscritto a singoli episodi, per diventare una preoccupazione strutturale dell’intera categoria.
Per approfondire i dati dell’indagine è possibile consultare il comunicato ufficiale di Confcommercio Firenze, che riporta i dettagli metodologici della rilevazione condotta con Format Research.
Il quadro che emerge da questa indagine impone una riflessione seria sulla sicurezza del commercio cittadino. Firenze non può permettersi che la paura delle spaccate diventi una variabile ordinaria con cui i commercianti imparano semplicemente a convivere: il dato del 56,5%, superiore di quasi sette punti alla media italiana, è un segnale che merita risposte concrete e tempestive da parte di tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni alle forze dell’ordine fino alle associazioni di categoria.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






