Sei linee d’azione per rafforzare la capacità del servizio idrico di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. Publiacqua aderisce all’iniziativa insieme a oltre 60 aziende italiane.
La tutela della risorsa idrica passa sempre più dalla capacità di prevenire le emergenze e rendere il sistema più resiliente di fronte agli effetti di un clima in continua evoluzione.
È questo l’obiettivo del “Patto per la Resilienza idrica” promosso da Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, che ha individuato sei linee d’azione strategiche e un pacchetto di proposte rivolte alle istituzioni e all’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA).
In occasione dell’evento di apertura del Festival dell’Acqua organizzato da Utilitalia, anche Publiacqua ha siglato il Patto, rilanciando il proprio impegno per una gestione della risorsa orientata sempre più alla prevenzione.
L’iniziativa prende le mosse dalla Water Resilience Strategy europea, che indica un percorso per affrontare le nuove sfide legate alla disponibilità e alla gestione dell’acqua in un contesto caratterizzato da eventi climatici sempre più estremi.
Perini: “Una risorsa preziosa e fragile”
“Il Patto sancisce azioni importanti per la salvaguardia dell’acqua, una risorsa tanto preziosa quanto fragile soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici che ci colpiscono con sempre maggiore gravità”, ha dichiarato il presidente di Publiacqua Nicola Perini.
“Con questo atto si traccia una linea per la tutela della risorsa e si indica un piano di azioni che oltre 60 aziende italiane hanno deciso di sottoscrivere. Così facendo ci assumiamo un importante impegno collettivo e ci poniamo obiettivi fondamentali per affrontare le crisi, consapevoli che tutto quello che facciamo deve essere orientato a questa tutela e salvaguardia”.
Secondo il presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro, la resilienza idrica rappresenta una questione che va oltre il solo settore dell’acqua.
“Garantire la resilienza della risorsa idrica significa tutelare un bene essenziale per la qualità della vita dei cittadini, per la tenuta del nostro sistema economico e per la sicurezza energetica del Paese”, ha spiegato Dal Fabbro, sottolineando come la sfida riguardi “non solo il settore idrico, ma l’interesse nazionale nel suo complesso”.
Le sei linee d’azione
Il Patto individua sei direttrici strategiche, attraverso le quali Utilitalia e le aziende aderenti intendono rafforzare il servizio idrico nazionale.
1. Una gestione industriale per governare la resilienza idrica
Il primo obiettivo è consolidare modelli gestionali stabili e di lungo periodo, garantendo la piena applicazione della regolazione di settore sull’intero territorio nazionale.
Tra le proposte figurano un maggiore sostegno istituzionale ai gestori, l’adeguamento delle concessioni ai reali fabbisogni di investimento e criteri di valutazione uniformi. Viene inoltre indicato un ruolo di ARERA nei territori dove la disciplina regolatoria non risulti ancora pienamente applicata.
2. Un sistema idrico “water-smart”
Digitalizzazione, innovazione e competenze sono indicate come strumenti fondamentali per ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza.
Il Patto propone anche meccanismi regolatori premianti per gli operatori più virtuosi, la diffusione delle migliori pratiche e una maggiore standardizzazione e interoperabilità dei dati.
3. Aggregazioni e cooperazione
Il superamento della frammentazione gestionale viene indicato come un passaggio importante per rafforzare la solidità economica del settore e la capacità di investimento.
Tra le proposte ci sono la promozione di reti d’impresa, un dialogo costante con l’Autorità di regolazione e l’utilizzo di strumenti già consolidati a livello europeo, insieme a misure per facilitare l’accesso al credito e la condivisione delle strategie di innovazione.
4. Integrare infrastrutture, risorsa ed ecosistemi
La tutela dell’acqua viene affrontata attraverso una visione integrata del ciclo idrico, con attenzione alla protezione delle falde, al riuso e all’accumulo della risorsa.
Il Patto prevede inoltre il confronto con gli stakeholder sulla responsabilità estesa del produttore, anche nell’ottica di finanziare il contrasto ai contaminanti emergenti, e la valorizzazione delle soluzioni basate sulla natura per contribuire alla resilienza dei territori e al ripristino degli ecosistemi.
5. Promuovere una cultura dell’acqua
La resilienza passa anche dalla consapevolezza dei cittadini sul valore strategico della risorsa.
Per questo il piano punta a coordinare campagne di sensibilizzazione a diversi livelli e a sviluppare una collaborazione strutturata con il mondo della scuola.
6. I gestori come “sentinelle territoriali”
L’ultima linea d’azione riguarda il ruolo dei gestori idrici nell’individuazione e nella prevenzione degli effetti del cambiamento climatico sui singoli territori.
Due le leve indicate: la semplificazione dei procedimenti autorizzativi e un adeguato riconoscimento tariffario per gli investimenti innovativi destinati alla prevenzione e alla resilienza.
Più investimenti e regole uniformi
Accanto alle sei linee strategiche, il “Patto per la Resilienza idrica” contiene quindi una serie di proposte rivolte alle istituzioni e ad ARERA: maggiori investimenti, regole uniformi, incentivi all’innovazione, semplificazione delle procedure autorizzative e strumenti per superare la frammentazione gestionale.
L’obiettivo dichiarato è accompagnare il settore in un percorso che consenta di passare progressivamente dalla gestione delle emergenze a una strategia fondata sulla prevenzione, sull’innovazione e sulla capacità di adattamento.
Per Publiacqua, la firma del Patto rappresenta così un impegno condiviso all’interno di un percorso nazionale che mette al centro la tutela di una risorsa sempre più strategica per i territori e per le comunità.






