Firenze

Confcommercio lancia l’allarme: sette negozi su dieci sono in affitto

Confcommercio denuncia la crisi degli affitti negozi sfitti a Firenze: il 69,8% delle attività commerciali paga canone di locazione, con 8.621 negozi vuoti in Toscana.

Confcommercio lancia allarme su affitti negozi, 7 fondi su 10 in affitto

Confcommercio denuncia la crisi degli affitti negozi sfitti a Firenze: il 69,8% delle attività commerciali paga canone di locazione, con 8.621 negozi vuoti in Toscana.

Quasi sette attività commerciali su dieci a Firenze pagano un canone di locazione per il locale in cui operano. È il dato più significativo che emerge dalla rilevazione nazionale condotta da Confcommercio in collaborazione con l’Istituto Tagliacarne, pubblicata il 23 ottobre 2026, che mette Firenze al centro del dibattito nazionale sugli affitti negozi sfitti e sulla tenuta del commercio di prossimità nelle grandi città italiane.

A Firenze quasi sette negozi su dieci sono in affitto

La fotografia scattata dalla ricerca è netta: a Firenze il 69,8% delle attività commerciali si trova in locali presi in affitto, mentre soltanto il 30,2% opera in spazi di proprietà. Si tratta di una quota di negozi in affitto sensibilmente superiore alla media nazionale, con uno scarto di 6,4 punti percentuali al di sotto della media italiana per quanto riguarda i locali di proprietà.

Il confronto con il dato toscano è altrettanto eloquente: in Toscana i negozi di proprietà raggiungono il 33,6% del totale, tre punti sopra Firenze. La città capoluogo si conferma quindi come uno dei mercati immobiliari commerciali più squilibrati della regione, dove la dipendenza dall’affitto espone le imprese del commercio a una pressione strutturale sui costi fissi difficile da assorbire in fasi di consumi deboli.

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In Toscana oltre 8.600 fondi commerciali vuoti

Il problema degli affitti negozi sfitti non riguarda solo chi paga un canone elevato, ma investe anche l’altra faccia del mercato: i locali che restano vuoti. Una precedente rilevazione di Confcommercio dell’ottobre 2025 stimava in Toscana 8.621 negozi sfitti, pari al 19,4% del totale dei fondi commerciali censiti nella regione.

Un negozio su cinque è dunque inutilizzato. Questo dato indica che il mercato non riesce a trovare un equilibrio tra domanda e offerta: i canoni richiesti dai proprietari rimangono spesso fuori dalla portata di chi vorrebbe aprire un’attività, mentre chi già affitta fatica a sostenere i costi nel tempo. Il risultato è una progressiva desertificazione commerciale di alcune vie e quartieri, con effetti visibili sul tessuto urbano e sulla qualità della vita dei residenti.

Una struttura del mercato che penalizza le imprese fiorentine

La ricerca di Confcommercio e Istituto Tagliacarne non si limita a fotografare la situazione: evidenzia una vulnerabilità strutturale delle imprese commerciali fiorentine. Operare in affitto significa che una quota rilevante dei ricavi viene assorbita dal canone prima ancora di coprire il costo del lavoro, delle forniture e delle utenze.

Questa dinamica è particolarmente critica in un contesto di consumi interni ancora sotto pressione. Le attività che non riescono a reggere il peso del canone chiudono, lasciando spazio a locali sfitti che a loro volta restano vuoti perché i proprietari non abbassano le pretese, in attesa di un inquilino più solido o di una destinazione d’uso più redditizia — spesso non commerciale.

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Il problema degli affitti negozi sfitti a Firenze si intreccia inoltre con la questione del commercio nel centro storico, dove la pressione turistica e la trasformazione in uso ricettivo di molti immobili hanno ulteriormente ridotto lo stock di spazi disponibili a canoni accessibili per il commercio di vicinato.

Il posizionamento di Firenze nel contesto nazionale

Lo scarto di 6,4 punti percentuali rispetto alla media nazionale per la quota di negozi di proprietà colloca Firenze tra le città italiane dove il commercio è strutturalmente più esposto al mercato degli affitti. Questo non è necessariamente un indicatore negativo in assoluto — un mercato immobiliare dinamico può favorire la rotazione delle attività — ma diventa critico quando i canoni crescono più velocemente dei margini delle imprese.

La rilevazione di Confcommercio con Istituto Tagliacarne si inserisce in un quadro di monitoraggio nazionale che serve anche a orientare le politiche locali: dalle agevolazioni fiscali sui canoni concordati agli strumenti di sostegno per le imprese che aprono in aree a forte presenza di fondi sfitti. Per i Comuni, come Firenze, il tema degli affitti negozi sfitti è ormai una priorità che incrocia urbanistica, commercio e qualità urbana insieme.

I dati completi della rilevazione nazionale sono disponibili sul sito di Confcommercio Firenze. Il confronto tra la quota di negozi in affitto — quasi sette su dieci in città — e la percentuale di fondi vuoti in Toscana disegna un mercato che chiede risposte concrete, non solo da parte dei privati ma anche delle istituzioni locali chiamate a governare la trasformazione commerciale della città.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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