La doppietta di Tindaro Granata al Teatro di Rifredi. “Antropolaroid” e “Vorrei una voce” inaugurano la stagione 2026/27
Bene, Tindaro Granata inaugurerà la stagione del Teatro di Rifredi, non con uno ma con due spettacoli. Il primo il 4 novembre sarà “Antropolaroid”...
Ogni stagione ha almeno uno spettacolo che ti resta dentro, che ti ricordi anche ad anni di distanza. Quella del Teatro Giotto di Borgo San Lorenzo sarà ricordata per lo spettacolo di Tindaro Granata “Vorrei una voce”che chiuse il cartellone scorso con gli applausi di un pubblico completamente rapito ed emozionato per i racconti delle carcerate sulle note dell’ultimo concerto di Mina.
Da quella sera, gli abbonati mugellani hanno chiesto e cercato in giro dove potessero rivedere quell’attore straordinario che li fece (ci fece sarebbe più corretto) tornare a casa con la sensazione di aver assistito a qualcosa di unico.
Bene, Tindaro Granata inaugurerà la stagione del Teatro di Rifredi, non con uno ma con due spettacoli. Il primo il 4 novembre sarà “Antropolaroid” l’applauditissimo monologo dove racconta di Figure familiari, di generazioni, di una terra, la Sicilia dalla quale anche allontanarsi. Nel racconto di andare a Roma, diventare attore, fare del cinema, e decenni di svariati ruoli di ogni età, maschili o femminili tra balli lavoro, relazioni familiari, paure, legami per questo “One man show” che accosta la ricerca antropologica con lo scatto fotografico che rende indelebile il personaggio. Del secondo spettacolo in scena il 7 novembre è più facile parlare, almeno per me che l’ho visto appunto al Giotto di Borgo san Lorenzo la scorsa stagione.
“Vorrei una voce” (
https://www.okmugello.it/articolo/straordinario-tindaro-granata-vorrei-voce-canzoni-mina_251674/ ) nel mio pezzo raccontai di “Assunta, Jessica che parlava del marito tatuatore che aveva “Tatuato” anche tutte le sue amiche, Sonia, Vanessa sposata a 13 anni pur di venir via da casa dove anche il padre si era reso conto che era sviluppata, e Rita in una girandola di emozioni di donne segnate da un destino quasi scontato essendo tutte: mogli di, sorelle di, figlie di qualcuno legato alla delinquenza” e conclusi con: lui sogna convinto che “perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé.”
Ieri sera ha fatto sognare anche tutto il pubblico di Borgo San Lorenzo che l’ha salutato con un boato di applausi, richiamandolo più volte in scena, nonostante lo spettacolo fosse finito, e si sa “L’importante è finire” in questo caso “Finire” con un teatro esaurito ed un pubblico che ti vuole ringraziare, per l’emozione. la passione il sogno e per aver trovato nelle detenute ed in te quella “Voce” che vorresti, nel titolo della canzone di Paolo Limiti, Mogol ed Elio Isola, che ha ispirato questo spettacolo straordinario che rimarrà nella memoria di tutti.
Due eventi eccezionali per l’apertura della nuova stagione del Teatro di Rifredi con uno degli artisti poi poliedrici ed emozionanti del panorama teatrale italiano. Fossi in voi non me lo perderei!