La Polizia di Stato di Firenze ha arrestato un cittadino italiano di 46 anni con l’ipotesi di maltrattamenti nei confronti della madre. L’intervento è avvenuto nella mattinata di lunedì 31 agosto, dopo una nuova segnalazione relativa alla presenza dell’uomo davanti all’abitazione della donna e al danneggiamento della porta di ingresso.
Gli agenti delle Volanti di via Zara sono intervenuti rapidamente, rintracciando il 46enne in strada insieme ad altre due persone, che al momento dell’arrivo della polizia apparivano visibilmente agitate. Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, l’uomo si sarebbe presentato davanti alla porta di casa, iniziando a suonare ripetutamente il campanello. Di fronte alla mancata risposta, avrebbe quindi colpito la porta con calci e pugni, provocando danni alla maniglia.
L’episodio si sarebbe verificato a distanza di poche ore da un precedente intervento. Nella serata del giorno precedente, infatti, la madre era stata accompagnata al pronto soccorso dopo essere stata, secondo quanto riferito agli investigatori, strattonata e fatta cadere a terra dal figlio all’interno dell’abitazione. La donna avrebbe urtato una vetrina, provocandone la rottura del vetro, e avrebbe riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni.
Gli accertamenti avrebbero inoltre fatto emergere una situazione di conflittualità protratta nel tempo. L’uomo, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, avrebbe continuato a chiedere denaro alla madre e, in diverse circostanze, avrebbe danneggiato arredi dell’abitazione, il portone di casa e quello dell’ingresso condominiale, oltre all’autovettura della donna.
A seguito dell’intervento, il 46enne è stato arrestato su disposizione dell’Autorità giudiziaria e successivamente accompagnato presso la casa circondariale di Sollicciano, dove è rimasto in attesa della convalida della misura precautelare.
La vicenda giudiziaria si trova nella fase delle indagini e le contestazioni formulate nei confronti dell’uomo dovranno essere sottoposte alle successive valutazioni dell’autorità competente. La responsabilità dell’indagato e la fondatezza delle ipotesi di reato dovranno infatti essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza prevista dalla normativa vigente.






