Un ragazzo di 14 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Firenze con l’accusa, formulata allo stato degli atti, di rapina in concorso, al termine di un intervento avvenuto nella serata di domenica 30 agosto. L’episodio si è verificato nella zona di via Borgo Ognissanti e via Maso Finiguerra, dove un uomo di 55 anni avrebbe subito il furto violento di due collane d’oro.
Secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia, la vittima stava passeggiando insieme alla propria compagna quando avrebbe incrociato un gruppo composto da circa cinque ragazzi provenienti dalla direzione opposta. Il gruppo si sarebbe disposto intorno all’uomo, formando un cerchio. In quel momento, uno dei giovani avrebbe afferrato la vittima e l’avrebbe strattonata con forza dalla maglietta, riuscendo quindi a strapparle dal collo due catenine d’oro prima di allontanarsi rapidamente.
L’uomo avrebbe iniziato a seguire il presunto autore della rapina, cercando contemporaneamente di attirare l’attenzione delle persone presenti in strada attraverso le proprie urla. Tra i passanti si trovava anche un agente della Polizia di Stato libero dal servizio, in forza all’VIII Reparto Mobile di Firenze.
Il poliziotto sarebbe intervenuto tempestivamente e, insieme ad altri passanti, avrebbe seguito il giovane riuscendo a raggiungerlo e a bloccarlo. Nel corso dell’intervento sarebbe stata inoltre recuperata la refurtiva, che il 14enne avrebbe tentato di nascondere all’interno della tasca dei pantaloni.
Nel frattempo, sul posto sono intervenute le Volanti della Questura di Firenze, che hanno preso in consegna il giovane. Al termine degli accertamenti, il 14enne è stato arrestato con l’ipotesi di reato di rapina in concorso. Su disposizione della competente Autorità giudiziaria, il ragazzo è stato successivamente accompagnato presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Firenze.
L’intervento ha consentito di recuperare le collane e di individuare rapidamente uno dei presunti responsabili dell’episodio. La vicenda resta comunque sottoposta alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria. La Polizia di Stato precisa infatti che l’effettiva responsabilità delle persone indagate e la fondatezza delle contestazioni dovranno essere accertate nel corso del procedimento e dell’eventuale successivo processo.
Anche nel caso specifico, pertanto, trova applicazione il principio della presunzione di innocenza: le accuse formulate nei confronti del minore sono riferite allo stato degli atti e dovranno essere sottoposte alle verifiche previste nelle competenti sedi giudiziarie.






