La Polizia di Stato di Firenze ha eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in istituto penale minorile, disposta dal GIP del Tribunale per i Minorenni di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica presso lo stesso tribunale. Il provvedimento riguarda un ragazzo di 15 anni, di nazionalità tunisina, indagato per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale.
Secondo quanto ricostruito nell’ambito delle indagini, il minore, presente in Italia da oltre tre anni, era già stato sottoposto in passato a misure cautelari, tra cui il collocamento in comunità. Successivamente era stato ammesso al regime di messa alla prova, con conseguente revoca della precedente misura. Tuttavia, a seguito di attività di monitoraggio e cooperazione informativa tra le strutture investigative e le agenzie di intelligence competenti, sarebbero emersi nuovi elementi ritenuti rilevanti dagli inquirenti.
In particolare, la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione avrebbe segnalato alla Digos di Firenze la ripresa di contatti, tramite profili social riconducibili al ragazzo, con account associati a soggetti legati a contesti di estremismo islamista. Sulla base di tali elementi, la Procura minorile ha disposto un decreto di perquisizione che ha portato al sequestro di dispositivi elettronici in uso all’indagato.
L’analisi del materiale informatico, condotta dagli investigatori dell’antiterrorismo, avrebbe evidenziato ulteriori interazioni con ambienti ritenuti vicini a gruppi radicalizzati, oltre a contenuti e conversazioni considerati dagli inquirenti di particolare gravità. Tali elementi sono stati valutati nell’ambito della richiesta della nuova misura cautelare.
Il giudice per le indagini preliminari, condividendo le valutazioni della Procura, ha disposto la custodia in istituto penale minorile, ritenendo sussistente un profilo di pericolosità e il rischio di reiterazione di condotte ritenute rilevanti ai fini investigativi.
Le autorità hanno comunque precisato che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.






