Tra migliaia di comuni italiani, Firenze conquista una posizione di rilievo nella classifica delle città intelligenti, distinguendosi per un primato geografico davvero particolare.
Il capoluogo toscano si piazza all’ottavo posto su 7.896 comuni nel City Vision Score 2026-27, presentato a Padova agli Stati generali delle città intelligenti. Un risultato che premia diversi aspetti della vita urbana, dai servizi digitali alla mobilità, e rende Firenze l’unica città del Centro Italia presente tra le prime dieci. Ma dietro questa posizione ci sono indicatori e valutazioni che raccontano molto più della semplice innovazione tecnologica.
Firenze ottava in Italia: il primato tra i grandi comuni del Centro
Nella nuova classifica del City Vision Score, Firenze si piazza all’ottavo posto assoluto tra tutti i comuni italiani presi in esame. Davanti, e in buona parte anche attorno, ci sono soprattutto città del Nord: nelle prime quindici posizioni compaiono nove comuni del Nord-Est e cinque del Nord-Ovest. Firenze resta quindi l’unica presenza del Centro nella parte alta della graduatoria e conquista anche il primo posto tra i grandi comuni dell’Italia centrale.
A ritirare il riconoscimento a Padova è stata l’assessora alla Smart City e Innovazione, Laura Sparavigna. Ha parlato di un risultato che “rende orgogliosi” e che premia il lavoro portato avanti dall’amministrazione sulla trasformazione digitale. Non un punto d’arrivo, ha fatto capire, ma una spinta a continuare.
Firenze, del resto, non è nuova a questo tipo di rilevazioni. Già nel 2023, tra le 26 città medio-grandi considerate dal rapporto, era stata indicata come la più smart del Centro Italia, insieme a Trento per il Nord e Cagliari per il Sud. Anche l’area fiorentina aveva già dato segnali positivi: nel 2024 Bagno a Ripoli risultò il primo comune non settentrionale, al 39° posto.
Trenta indicatori per misurare davvero una città intelligente
Il City Vision Score 2026-27, curato da Blum e Prokalos, assegna a ogni comune un punteggio da 10 a 100. La valutazione nasce dall’incrocio di 30 indicatori, divisi in sei aree: governance, economia, ambiente, qualità della vita, mobilità e persone. Non si parla quindi soltanto di app, portali online o sportelli digitali. Nel punteggio entrano anche aspetti molto concreti della vita quotidiana: servizi pubblici, sostenibilità urbana, spostamenti, vivibilità.
Le fonti sono pubbliche e aperte. Tra queste ci sono Istat, Ministero dell’Economia, Unioncamere, Agenzia delle Entrate e Ispra. Il metodo assegna un peso diverso ai dati in base al livello territoriale: un indicatore comunale vale il 100%, uno provinciale il 30%, uno regionale il 10%. Un passaggio tecnico, certo, ma utile per leggere meglio la classifica: le città più grandi hanno spesso dati più diretti e più strutturati.
La graduatoria, poi, può cambiare parecchio da un’edizione all’altra. Nell’edizione precedente Bologna era stata indicata come città più smart d’Italia, davanti a Milano, scesa al 39° posto. Un segnale netto: l’innovazione urbana non è un titolo conquistato una volta per tutte. Si misura di anno in anno, servizio dopo servizio.

Passeggeri davanti alla biglietteria del tram – Okfirenze.com
Servizi digitali, sostenibilità e qualità della vita: la prova che attende Firenze
Per Firenze, l’ingresso nella top ten nazionale apre ora una fase di verifica più concreta. La classifica completa, con i punteggi nelle sei aree considerate, dirà dove la città corre di più e dove invece può ancora migliorare. Servizi digitali, sostenibilità ambientale, mobilità e qualità della vita saranno i punti più osservati, anche dai cittadini.
L’assessora Sparavigna ha legato il risultato agli effetti della digitalizzazione sui servizi pubblici, spiegando che il riconoscimento incoraggia a proseguire con gli investimenti. La sfida, però, sarà tenere il passo. Non solo con nuove tecnologie, ma anche rendendo più semplice il rapporto tra Comune e cittadini: meno tempi morti, accessi più facili, servizi che funzionano meglio.
Gli organizzatori del City Vision Score segnalano che nel 2026 Centro e Sud hanno ancora ampi margini di crescita. Firenze, con l’ottavo posto nazionale, parte da una posizione forte. La distanza con molte città del Nord, però, resta un dato da leggere senza scorciatoie. La partita delle città smart passa da qui: meno annunci, più servizi misurabili.






