Da sei anni la Strada Provinciale 54, in corrispondenza di via dei Bosconi ai civici 5, 7 e 9, nel territorio di Fiesole, è interessata da una limitazione della circolazione che continua a provocare disagi a residenti, pendolari e utenti della strada. Il tratto, importante collegamento tra Firenze e il Mugello, è stato ristretto a una sola corsia a causa del cedimento e della pericolosa inclinazione di un muro di cinta privato situato a monte della carreggiata. La viabilità è regolata da un impianto semaforico e delimitata da barriere in cemento tipo New Jersey.
La situazione comporta rallentamenti e code in entrambe le direzioni, con tempi di percorrenza che possono risultare particolarmente gravosi per chi utilizza quotidianamente la strada. I disagi coinvolgono automobilisti, autobus di linea, mezzi di soccorso, ciclisti e pedoni. Alla congestione del traffico si aggiungono le emissioni dei veicoli in attesa e l’impatto acustico sulle abitazioni vicine.
Particolari preoccupazioni riguardano la sicurezza stradale. La presenza di una sola corsia, unita alle attese al semaforo, può favorire comportamenti rischiosi da parte degli utenti, soprattutto dei ciclisti. Anche i pedoni devono affrontare un passaggio descritto come angusto e potenzialmente pericoloso. Il protrarsi della sistemazione provvisoria ha quindi alimentato le richieste di un intervento risolutivo da parte delle istituzioni competenti.
Dopo una serie di solleciti e comunicazioni tramite posta elettronica certificata indirizzati al Comune di Fiesole e alla Città Metropolitana di Firenze, la vicenda ha registrato un nuovo sviluppo con l’intervento del Difensore civico della Regione Toscana, l’avvocata Lucia Annibali, che ha avviato un’istruttoria d’ufficio. In seguito alle interlocuzioni istituzionali, la Città Metropolitana ha comunicato che la Prefettura di Firenze ha convocato un tavolo tecnico per il 28 ottobre 2026, con l’obiettivo di affrontare la situazione.
Giovanni Magherini, cittadino promotore dell’iniziativa, considera l’incontro un passaggio decisivo per superare una condizione che si trascina da troppo tempo. «Questo incontro in Prefettura rappresenta l’ultima vera spiaggia: se non si sblocca una soluzione definitiva adesso, dopo sei anni di nulla ci condanneranno a subire altri anni e anni di attesa infinita», afferma Magherini, chiedendo risposte concrete e un cronoprogramma vincolante. Secondo il promotore, non è più accettabile che un territorio e migliaia di pendolari tra Firenze e il Mugello continuino a subire le conseguenze di una situazione irrisolta.
La documentazione relativa alla vicenda comprende fotografie dello stato dei luoghi, la comunicazione della Città Metropolitana del 21 ottobre 2026 sulla convocazione del tavolo in Prefettura, la nota del Difensore civico del 19 ottobre relativa all’apertura dell’istruttoria, una comunicazione della Prefettura del 21 agosto sul quadro normativo dell’articolo 30 del Codice della strada, oltre alla diffida del 20 settembre e all’esposto iniziale del 9 agosto 2026.
L’attenzione è ora rivolta all’incontro del 28 ottobre, dal quale i promotori dell’iniziativa si aspettano indicazioni operative e tempi certi per arrivare al superamento delle limitazioni. Dopo sei anni di circolazione regolata da un semaforo e di restringimento della carreggiata, la richiesta è quella di individuare una soluzione definitiva che garantisca sicurezza e regolarità del traffico lungo uno dei collegamenti tra Firenze e il Mugello.






