Ogni posto esaurito nel bellissimo cortile interno del Castello dell’Imperatore di Prato per l’appuntamento imperdibile ieri sera 4 agosto dove, per la rassegna “Cinema al Castello” tutti erano accorsi per assistere alla proiezione del film ANNA di Monica Guerritore, al Castello per presentarlo, intervistata dal giornalista Federico Berti.
Monica parla soprattutto delle difficoltà per realizzare una pellicola che ha avuto ben tre anni di gestazione, dalle lettura della sceneggiatura nei maggiori teatri Italiani e della grossa difficoltà a trovare quei finanziamenti serviti a realizzare un gioiello cinematografico che ha vinto tra gli altri i due premi principali al Toronto International Women Film Festival 2026 (Miglior Film e Migliore attrice), oltre a ricevere riconoscimenti speciali come il Premio Anna Magnani International e candidature ai Nastri d’argento, ha vinto il prestigioso Gran Premio della Stampa Estera alla 66ª edizione dei Globi d’Oro, tenutasi a Roma il 1° luglio l’ultimo in ordine di tempo, il premio “Donne nel cinema 2026” ricevuto al Saturnia Film festival la settimana scorsa. Durante la presentazione, l’ha definito un film degli anni ’50, senza effetti speciali senza tagli incalzanti semplicemente la ripresa di una vita vera, la vita di una donna che, nonostante fosse riconosciuta come la più grande attrice italiana, doveva comunque combattere per ogni ruolo, un’interpretazione magistrale nella quale l’immagine del teatro italiano nel mondo, non ha neppure bisogno di parlare tanto lo sguardo riesce a trasmettere parole ed emozioni nel lampo di qualche fotogramma. Tutto è ai limiti della commozione, le scene con Tania Bambaci (la prostituta con i capelli rossi) la voce di Milva con la sua “Canzone” e le grandi interpretazioni di Tommaso Ragno, Lucia Mascino, Beatrice Grannò, Roberto de Francesco, Alvia Reale, Lucia Lavia (che alla Bergman somiglia veramente esattamente come la mamma)
Seduta su uno sgabello accanto a Federico Berti Giornalista, esperto di Cinema e conduttore di TVR Teleitalia, la Guerritore è ipnotica ed il pubblico che aveva dato l’assalto ai biglietti per la serata la segue senza perdere una parola, un’espressione, una battuta di questa presentazione che seguiva le centinaia di presentazioni che l’attrice ha fatto dall’ottobre scorso quando la pellicola fu presentata in anteprima al 46° Festival di Cinema e donne al Teatro della Compagnia di Firenze e che da allora accompagna quasi quotidianamente ad ogni proiezione (anche due nello stesso giorno in due cinema differenti). Scrissi dopo l’anteprima “Il film è pura emozione, un’emozione incessante che dura dai titoli di testa a quelli di coda (e prosegue anche fuori dal cinema), perché Monica non interpreta Anna Magnani, Monica “E’” Anna Magnani! “e sembra proprio che anche gli spettatori l’abbiano, in questi mesi, pensata come me, offrendo a Monica sempre sale o arene all’aperto completamente esaurite a dimostrazione che gli italiani amano il cinema “Vero”, amano le storie difficili (anche se poi hanno difficoltà con la distribuzione) amano soprattutto quegli artisti che credono fermamente nei loro progetti e che si sacrificano per realizzarli.
Con Monica Guerritore, ieri sera al Castello dell’Imperatore, anche la bravissima Francesca Cellini che nella pellicola interpreta Suso Cecchi D’amico la sceneggiatrice amica della Magnani, e a sorpresa è arrivato anche Giorgio Fleretti il giovanissimo attore nato a Montemurlo che interpreta Luca Magnani il figlio dell’attrice affetto da poliomielite.
Gli applausi di un pubblico emozionato hanno salutato una pellicola eccezionale e soprattutto un’attrice che è riuscita a diventare una vera e propria icona del cinema italiano.
Articolo a cura di Massimo Miniati






