Piana Fiorentina

Aggressione al centro di salute mentale di Sesto. Fp Cgil chiede interventi sulla sicurezza

Il sindacato ricorda di aver presentato oltre due anni fa alla Prefettura e all’azienda un piano antiviolenza articolato in dieci misure...

Fp Cgil

Un nuovo episodio di violenza ai danni di un operatore sanitario si è verificato al Centro di Salute Mentale di Sesto Fiorentino, dove un paziente avrebbe minacciato un infermiere utilizzando un frammento di vetro. L’episodio, avvenuto il 20 agosto, ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e ha riacceso l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nelle strutture psichiatriche territoriali della USL Toscana Centro.

Secondo quanto riferito dalla FPCGIL USL Toscana Centro, l’episodio si sarebbe verificato intorno alle ore 13, quando un paziente già seguito dal servizio si sarebbe presentato nella struttura chiedendo la consegna di un farmaco antidepressivo in assenza di una prescrizione medica. Di fronte al rifiuto del personale sanitario, la situazione sarebbe rapidamente degenerata.

Il paziente avrebbe afferrato un’ombrelliera in ferro e l’avrebbe scagliata contro la porta d’ingresso in vetro, provocandone la rottura. Successivamente avrebbe raccolto un grosso frammento e lo avrebbe puntato alla gola dell’infermiere presente in quel momento nella struttura. La reazione tempestiva degli operatori avrebbe consentito di mettere in sicurezza gli altri utenti presenti e di gestire la situazione fino all’arrivo della polizia.

L’episodio è stato definito dalla FPCGIL come l’ennesima aggressione nei confronti del personale sanitario della USL Toscana Centro. Simone Baldacci, coordinatore della FPCGIL dell’azienda, ha sottolineato la necessità di interventi concreti da parte dell’azienda sanitaria e delle istituzioni, sostenendo che le richieste avanzate negli ultimi anni non avrebbero prodotto finora cambiamenti sufficienti sul piano della prevenzione.

Particolare attenzione viene rivolta alla struttura di via Monteverdi, descritta dal sindacato come un servizio periferico e isolato nel quale sarebbero presenti criticità relative alla sicurezza degli ambienti. Tra le richieste avanzate dagli operatori figura anche l’installazione di una porta in vetro antisfondamento e l’adeguamento della struttura alle normative vigenti. Secondo la FPCGIL, sarebbero inoltre presenti difficoltà legate alle vie di fuga in caso di incendio o di aggressione.

Il sindacato ricorda di aver presentato oltre due anni fa alla Prefettura e all’azienda un piano antiviolenza articolato in dieci misure finalizzate a prevenire e contenere le aggressioni. Secondo quanto denunciato, le proposte non sarebbero state recepite, mentre gli episodi avrebbero continuato ad aumentare.

A sostegno delle proprie preoccupazioni, la FPCGIL richiama anche un recente report discusso nell’ambito del tavolo aziendale sulle aggressioni. Nel periodo 2024-2026, secondo i dati citati dal sindacato, sarebbe stato registrato un incremento degli episodi di violenza contro gli operatori, con un particolare aumento nei servizi psichiatrici territoriali. La richiesta avanzata è quindi quella di rafforzare le misure di prevenzione e sicurezza, intervenendo sulle criticità strutturali e organizzative prima che episodi analoghi possano avere conseguenze più gravi.

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