Dopo l’apertura di serata con la cantautrice maremmana Jole Canelli (in arte JOLE) che con Irene Grandi ha collaborato nel duetto “Blu Profondo”, arriva in scena la star della serata e canta “Prima di partire per un lungo viaggio” e tutto l’anfiteatro “Parte” insieme ad Irene per il lungo viaggio di una carriera fatta di trent’anni di successi, un viaggio che prosegue con “Non resisto” “La cometa di Halley” “Che vita è”.
Irene è come tutti se l’aspettavano: Eccezionale, con quella simpatia naturale che l’ha fatta amare da generazioni di fans ed una voce maturata e bellissima.
È a Firenze, casa sua, e scherza affermando di conoscere personalmente almeno la metà del pubblico che aveva esaurito l’Anfiteatro di Fiesole e continua il “Fiera di me” live con la nuovissima “Oro e rosa” che dà il titolo all’ultimo album e tra, un’ovazione e l’altra prosegue con “il gatto e il topo”, la tenerissima “Dolcissimo amore” e poi, sempre dall’ultimo album canta “Astronauti” per tornare alla bellissima “Alle porte del sogno”.
Irene è brava, brava, brava ed il pubblico l’adora, perché è simpatica, perché è perfettamente padrona della scena senza dover per forza fare la diva, perché è un personaggio anomalo nel panorama musicale italiano perché piace ai rockettari, agli amanti del soul, del blues del jazz e del pop, piace a quelli che la seguono da quel Sanremo dei primi anni 90 dove debuttò con “Fuori” e piace ai più giovani che l’hanno scoperta dopo con un repertorio vario quanto straordinario.
Irene Grandi, che tornava all’Estate Fiesolana dopo il suo concerto nell’edizione 2023 con il tour “Io in Blues” ha regalato al suo pubblico una serata bellissima fatta di grande musica, di una voce particolare e di tutta quella simpatia che le ha permesso di essere uno dei personaggi più amati della nostra musica, che le ha permesso collaborazioni importantissime, e che dopo trent’anni di onorata carriera le ha permesso di riempire ogni data del tour e di essere sicuramente… “Fiera di se”!
Ps. Unica nota dolente, quando un artista fa il tutto esaurito in anfiteatro, quel tutto esaurito si riflette anche sui parcheggi introvabili, forse sarebbe il caso di pensare ad un servizio navetta.
Massimiliano Miniati




