Tra clacson, voci di folla e rumore di scatti fotografici, sulle note di “Blue Moon” entra in scena lei, e da quel momento ha inizio lo straordinario successo per il debutto, al Teatro Romano di Fiesole, dello spettacolo della Lyric Dance Company dedicato alla donna dietro il mito di Marilyn Monroe.
Dallo standard jazz che Marilyn Monroe adorava, la scena ha una ventata di modernità con Madonna e la sua “Hollywood”, per poi tornare alle splendide musiche originali di Pierfrancesco Nannoni e a quel suono di scatti fotografici che sembrano perseguitare l’attrice più desiderata del mondo e forse la donna meno amata nella sua vita privata. Quella sua vita, iniziata nel 1926 e terminata nel 1962, attraversando tre matrimoni, una relazione scomoda, sottolineata nello spettacolo con “Happy Birthday Mr. President”, che ne segnò il declino e l’improbabile suicidio, una trentina di film e una quindicina di dischi a 45 giri.
Lo spettacolo è bello e l’emozione del pubblico è palpabile. Anche quando la musica si fa quasi allegra, quel fondo di malinconia e malessere di Norma Jeane traspare dai passi, dai movimenti, dalle espressioni, come se nelle coreografie di Canestro si volesse sottolineare ancora di più che, a volte, “non è tutto oro quello che luccica”. Eccezionale Benedetta Pollini nel ruolo di Marilyn, affiancata da una compagnia di danzatori straordinari nei celebri numeri musicali che la resero un’icona di Hollywood: “My Heart Belongs To Daddy”, “I Wanna Be Loved By You”, “Bye Bye Baby”, “Diamonds Are A Girl’s Best Friend”, per una star ammirata da tutti e per una donna letteralmente crocifissa dal successo in questo spettacolo emozionante, a tratti commovente, che il grande Alberto Canestro ha voluto creare in occasione dei cento anni dalla nascita di Marilyn Monroe, regalando al pubblico in tenuta da “Prima” dell’Estate Fiesolana 2026 (vestiti lunghi e tacchi alti per scendere le gradinate dell’anfiteatro non sono esattamente comodissimi) una performance perfetta, con la dose giusta di tutto: musica, movimento e tanta, tantissima emozione, perché “La bellezza è un giardino sempre in fiore, la bellezza è l’eternità che si contempla allo specchio, e Noi siamo l’eternità e lo specchio”.
Massimiliano Miniati





