Il Comitato “NO TARIC! – Campi Bisenzio” interviene nel dibattito sul sistema di gestione dei rifiuti nell’ATO Toscana Centro, sostenendo che il tema stia solo ora emergendo all’attenzione pubblica e istituzionale, dopo anni di scarsa trasparenza e limitato confronto politico. Il comitato rivendica invece di aver sollevato la questione fin dalla propria nascita, nell’ottobre 2025, denunciando da subito criticità legate alla tariffa rifiuti (TARIC), ai servizi e al rapporto tra amministrazioni comunali e gestore del servizio.
Secondo il comitato, il problema non riguarderebbe solo la TARIC, ma l’intero modello di governance del ciclo dei rifiuti, incentrato sulla società ALIA-PLURES S.p.A. e sul sistema di controllo esercitato dai sindaci dei comuni soci. Viene criticato il funzionamento della multiutility, descritta come un soggetto che opera in regime di monopolio regolato, con costi integralmente coperti attraverso la tariffazione a carico dei cittadini, anche grazie al ruolo dell’autorità di regolazione ARERA.
Il comunicato solleva dubbi sulla trasparenza dei conti e sulle modalità di gestione economica, citando emissioni obbligazionarie, distribuzione di utili ai comuni soci, investimenti considerati non strettamente legati al servizio e spese per attività promozionali. Viene inoltre riportata la posizione del Direttore Generale dell’ATO Toscana Centro, che in sede istituzionale avrebbe evidenziato un controllo limitato sui costi interni del gestore.
Il comitato contesta anche il passaggio dalla TARI alla TARIC in diversi comuni, interpretandolo come uno spostamento di potere decisionale dai consigli comunali al gestore del servizio, con conseguente riduzione del controllo democratico e aumento percepito delle tariffe per i cittadini.
Nel testo viene inoltre richiamata l’approvazione, da parte del Consiglio Regionale Toscano, di nuovi indirizzi sulle convenzioni dell’ATO fino al 2028, giudicati però insufficienti senza una riforma strutturale del sistema.
Tra le richieste avanzate al Comune di Campi Bisenzio, il comitato indica: accesso agli atti e controllo analitico dei costi di ALIA-PLURES, mancata approvazione del piano economico-finanziario in assenza di trasparenza, chiarimenti sul piano d’ambito 2025-2035 e sulla strategia dei rifiuti, revisione del regolamento TARIC secondo il principio “chi inquina paga”, rinuncia ai dividendi comunali per ridurre le tariffe e una possibile modifica dello statuto della multiutility.
Il comitato conclude sostenendo la necessità di un ritorno a una gestione pienamente pubblica e orientata esclusivamente al servizio, con l’obiettivo di migliorare efficienza, trasparenza e sostenibilità economica, e sollecita un maggiore protagonismo dei piccoli comuni nella governance del sistema.






