Piana Fiorentina

QF, il mancato rilascio dello stabilimento di Campi Bisenzio mette a rischio concordato e rilancio industriale

Le società precisano che l’obiettivo dell’operazione non è limitare il diritto di manifestazione o le forme di tutela previste, ma...

Qf ex GknImmagine di repertorio - Fonte CGIL Firenze

Il futuro della procedura di concordato preventivo di QF e del progetto di reindustrializzazione dello stabilimento di Campi Bisenzio resta legato alla possibilità di ottenere la piena disponibilità dell’immobile produttivo. È questo l’elemento ritenuto fondamentale dalle società coinvolte per poter procedere con l’investimento previsto e dare attuazione al piano concordatario.

La proposta presentata prevede un investimento fino a 22 milioni di euro, destinato sia alla soddisfazione dei creditori della società sia al rilancio industriale del sito. Secondo il piano elaborato, le risorse permetterebbero di garantire il pagamento integrale dei crediti maturati dagli ex lavoratori fino al 31 marzo 2025, data di conclusione dei rapporti di lavoro, comprendendo stipendi arretrati, trattamento di fine rapporto, ferie, permessi non utilizzati e altre competenze maturate.

L’intervento viene indicato come un’opportunità non soltanto per chiudere la fase relativa alle passività pregresse, ma anche per restituire al territorio un polo produttivo attivo, favorendo nuovi investimenti e la creazione di nuova occupazione.

Secondo quanto comunicato dalle società coinvolte, tuttavia, la mancata disponibilità materiale dello stabilimento impedisce al momento l’avvio concreto del progetto industriale. Nonostante i tentativi effettuati, anche attraverso le sedi giudiziarie competenti, non sarebbe stato ancora possibile ottenere il pieno rilascio dell’immobile, ritenuto un passaggio indispensabile per procedere con l’investimento.

Il protrarsi della situazione di stallo potrebbe compromettere il buon esito del concordato, con possibili conseguenze per gli ex lavoratori e per gli altri creditori, oltre a mettere a rischio il programma di reindustrializzazione del sito di Campi Bisenzio.

Le società precisano che l’obiettivo dell’operazione non è limitare il diritto di manifestazione o le forme di tutela previste, ma creare le condizioni necessarie per consentire il rispetto degli impegni contenuti nella proposta concordataria e avviare il percorso di rilancio produttivo.

Per questo motivo è stato rivolto un appello alla responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, con l’auspicio di superare rapidamente l’attuale situazione e permettere la realizzazione dell’investimento previsto. Secondo le società, il progetto rappresenta infatti una possibilità concreta per garantire il pagamento dei creditori e offrire nuove prospettive occupazionali e industriali al territorio di Campi Bisenzio.

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