Fimmg Toscana ha annunciato che non aderirà allo sciopero proclamato dal Sindacato Medici Italiani per il 15 e 16 settembre 2026. La posizione dell’organizzazione viene motivata dalla necessità di non rimettere in discussione strumenti come il Ruolo Unico e la partecipazione della medicina generale alle Case della Comunità, concentrando invece l’attenzione sulle condizioni di lavoro dei medici di famiglia.
A esprimere la posizione è Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana, secondo cui la principale criticità del settore è rappresentata dall’aumento dei carichi di lavoro. L’organizzazione ritiene quindi necessario intervenire sull’organizzazione della medicina generale per rendere sostenibile l’attività professionale, senza rinunciare ai modelli già introdotti o previsti.
In Toscana, sottolinea Biancalani, Fimmg ha sottoscritto insieme alle altre organizzazioni sindacali, compreso lo SMI, un Accordo integrativo regionale che prevede sia il Ruolo Unico sia il coinvolgimento della medicina generale nelle Case della Comunità. Da questa impostazione deriva la convinzione che la strada da seguire non sia quella della cancellazione di tali strumenti, ma della loro gestione e del loro miglioramento, intervenendo sulle criticità emerse.
Per Fimmg Toscana, il tema centrale resta dunque il carico di lavoro quotidiano. Ai medici di famiglia vengono richieste sempre più attività, mentre una parte significativa del tempo professionale viene assorbita da incombenze burocratiche e amministrative. L’organizzazione chiede che la medicina generale possa concentrare maggiormente le proprie risorse sulla cura dei pazienti, sulla gestione delle patologie croniche, sulla prevenzione e sulla presa in carico.
Tra le proposte indicate figurano il riconoscimento del lavoro di back office, il potenziamento del personale di studio e infermieristico e una semplificazione delle prescrizioni e degli adempimenti amministrativi. Fimmg Toscana indica inoltre come priorità lo sviluppo di strumenti digitali realmente interoperabili e un utilizzo dell’intelligenza artificiale finalizzato a ridurre il tempo impiegato dai professionisti in attività che possono essere automatizzate o semplificate.
La posizione dell’organizzazione è quindi orientata a un rafforzamento della medicina generale attraverso maggiori risorse e una migliore organizzazione. Secondo Biancalani, ogni nuova funzione attribuita ai medici di famiglia dovrebbe essere accompagnata da personale adeguato, strumenti efficienti e un riconoscimento del tempo professionale necessario per svolgerla.
La scelta di non partecipare allo sciopero del 15 e 16 settembre si inserisce così in una diversa impostazione delle priorità: per Fimmg Toscana, il confronto sul futuro della medicina generale deve concentrarsi sulla sostenibilità del lavoro e sulla capacità del sistema di garantire ai professionisti le condizioni necessarie per assicurare continuità e qualità dell’assistenza.






