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Festival ‘Giorni di storia’ a Firenze dal 26 novembre con Antonio Scurati

Il festival Giorni di storia Firenze torna a novembre 2026 con Antonio Scurati e ospiti di rilievo. Tema: democrazie e regimi, tra Sesto Fiorentino, Calenzano e Firenze.

Festival 'Giorni di storia' a Firenze: dal 26 novembre con Antonio Scurati

Il festival Giorni di storia Firenze torna a novembre 2026 con Antonio Scurati e ospiti di rilievo. Tema: democrazie e regimi, tra Sesto Fiorentino, Calenzano e Firenze.

Torna nel novembre 2026 uno degli appuntamenti culturali più attesi dell’area metropolitana fiorentina: i giorni di storia Firenze si animano con un festival che attraversa più comuni, porta in scena storici, scrittori e figure pubbliche di primo piano, e affronta un tema quanto mai urgente come quello del rapporto tra democrazia e autoritarismo. Il programma si estende tra Sesto Fiorentino, Calenzano e Firenze, confermando una vocazione metropolitana che va oltre i confini del singolo municipio.

Il tema centrale: democrazie e regimi

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è Democrazie e regimi, una cornice tematica che permette di spaziare dalla storia del Novecento alle dinamiche politiche contemporanee, senza mai perdere il rigore della ricerca storica. Il festival si propone come spazio di riflessione pubblica, in cui la storia non è materia da museo ma strumento per leggere il presente.

Il titolo scelto non è casuale: in un momento in cui molte democrazie occidentali mostrano segnali di tensione interna, portare in piazza — o meglio, nelle biblioteche e nei teatri — un dibattito serio su come i regimi nascono, si consolidano e cadono risponde a una domanda culturale reale. Non si tratta di un convegno accademico chiuso, ma di un festival aperto al pubblico, pensato per chi vive e lavora nell’area metropolitana di Firenze.

Antonio Scurati apre la rassegna

Il nome di punta dell’edizione è Antonio Scurati, scrittore tra i più discussi e letti degli ultimi anni in Italia, noto soprattutto per la saga M. dedicata alla figura di Mussolini. Al festival Scurati presenta il suo lavoro più recente, incentrato su storie di donne e uomini che hanno combattuto per la democrazia: un tema che si intreccia direttamente con il filo conduttore della rassegna e che promette di attirare un pubblico ampio, non solo quello degli appassionati di storia.

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La presenza di Scurati conferisce al festival una visibilità nazionale, ma il programma non si esaurisce nel nome di richiamo. Tra gli altri relatori confermati figurano Susanna Camusso, Valdo Spini e Gianfranco Fini: tre figure che vengono da esperienze politiche e sindacali molto diverse tra loro, il che rende il confronto potenzialmente più ricco e meno scontato.

Le sedi a Sesto Fiorentino, Calenzano e Firenze

Uno degli aspetti più interessanti del festival è la sua distribuzione geografica. Gli eventi si tengono in luoghi diversi, accessibili a chi abita nei comuni dell’area metropolitana senza dover necessariamente convergere sul centro storico di Firenze.

A Sesto Fiorentino, le sedi coinvolte includono la Biblioteca Ernesto Ragionieri, il Teatro della Limonaia, lo spazio culturale La Lucciola e la Multisala Grotta: una rete di luoghi che copre tipologie diverse di pubblico, dai lettori abituali della biblioteca ai frequentatori del teatro. Anche Calenzano è parte del circuito, rafforzando l’impronta metropolitana della manifestazione.

Questa scelta di decentramento non è solo logistica: riflette una precisa intenzione di portare la cultura storica fuori dai circuiti tradizionali, avvicinandola ai quartieri e ai comuni che spesso restano ai margini dei grandi eventi culturali concentrati in centro.

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L’anteprima al Gabinetto Vieusseux con omaggio a Carlo Ginzburg

Prima dell’apertura ufficiale del festival, è prevista un’anteprima il 16 novembre al Gabinetto Vieusseux, una delle istituzioni culturali più longeve e autorevoli di Firenze, con sede in piazza Strozzi. L’occasione sarà anche un omaggio a Carlo Ginzburg, storico di fama internazionale, padre della microstoria e autore di opere fondamentali come Il formaggio e i vermi. Un tributo che colloca il festival in una tradizione storiografica precisa, quella italiana, capace di coniugare rigore scientifico e narrazione accessibile.

Il Gabinetto Vieusseux è una scelta simbolicamente significativa: fondato nel 1819, è stato luogo di incontro per intellettuali italiani e stranieri per due secoli. Aprire lì l’anteprima del festival significa inserirsi consapevolmente in una storia culturale fiorentina di lungo periodo.

Come seguire il programma completo

Per chi vuole partecipare, il consiglio è di verificare il programma aggiornato direttamente attraverso i canali della Città Metropolitana di Firenze, che coordina la comunicazione istituzionale del festival. Le date degli eventi, gli orari e le modalità di accesso — alcuni appuntamenti potrebbero richiedere prenotazione — vanno controllati con anticipo, specialmente per gli incontri con gli ospiti più noti.

Chi si muove con i mezzi pubblici verso Sesto Fiorentino può utilizzare la tramvia linea 2, con fermate vicine al centro della città. Per Calenzano è invece necessario verificare le connessioni con Autolinee Toscane, considerando che alcuni eventi serali potrebbero richiedere attenzione agli orari dell’ultimo servizio.

I giorni di storia nell’area fiorentina rappresentano, edizione dopo edizione, uno degli spazi più seri in cui la città metropolitana ragiona su sé stessa attraverso la storia. Con un tema come Democrazie e regimi e un parterre di ospiti che spazia dalla letteratura alla politica, l’edizione 2026 si presenta con ambizioni chiare: non celebrare il passato, ma usarlo per capire dove siamo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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