Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze ha approvato all’unanimità una delibera per tutelare i professionisti coinvolti nella raccolta firme promossa nel Quartiere 2 per chiedere un referendum sulla nuova linea tramviaria. L’iniziativa fa seguito alle polemiche scaturite dopo un’interrogazione del senatore Paolo Marcheschi su alcuni commenti pubblicati su Facebook da rappresentanti politici locali.
L’origine della controversia sui social
La vicenda è nata da un post del presidente del Circolo PD di Peretola, che ha pubblicato la lista delle attività commerciali aderenti alla petizione invitando a non frequentarle, seguito dal commento del presidente del Consiglio del Quartiere 5, il quale ha esteso l’invito a evitare anche i legali impegnati nell’assistenza dell’iniziativa. L’Ordine ha condannato fermamente queste dichiarazioni, chiedendo il ritiro pubblico delle esternazioni e ricordando come l’assistenza legale non comporti l’adesione alle idee dei propri assistiti.
La posizione del Presidente
«Difendere la libertà di un avvocato di assistere chi glielo chiede significa difendere i diritti di tutti i cittadini», ha sottolineato Sergio Paparo, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, precisando che la decisione riguarda unicamente la tutela dell’autonomia professionale e non il merito della linea tramviaria. La tensione politica sul progetto di estensione della rete e sul taglio delle alberature era già emersa con forza nei giorni scorsi, come documentato nello scontro tra il PD e i promotori della raccolta firme a Campo di Marte.






