Polemica a Campi Bisenzio dopo un intervento pubblicato sui social da Sandra Gesualdi, direttrice della Fondazione Accademia dei Perseveranti, sulle operazioni delle forze dell’ordine durante una manifestazione studentesca a Firenze. A contestare le sue parole è Paolo Gandola, capogruppo delle liste di centrodestra a Campi Bisenzio, che chiede maggiore equilibrio da parte di chi ricopre incarichi di responsabilità in istituzioni culturali sostenute da risorse pubbliche.
Al centro della controversia c’è un post su Facebook nel quale Gesualdi, commentando gli interventi durante la protesta, ha parlato di studenti manganellati per difendere il centro benestante della città e le boutique del lusso. Nel suo intervento, la direttrice ha inoltre accusato le istituzioni di essere impegnate a salvaguardare i ricchi e la filiera economica legata ai loro interessi, definendo quanto accaduto una forma di violenza inaccettabile.
Gandola ha criticato duramente queste affermazioni, giudicandole un attacco politico alle forze dell’ordine e ritenendo che contribuiscano a delegittimare il lavoro degli agenti impegnati nei servizi di sicurezza. Secondo il capogruppo, è necessario distinguere tra il diritto di manifestare pacificamente, garantito dalla Costituzione, e le valutazioni sull’operato delle forze di polizia, che devono essere affrontate sulla base di fatti verificabili.
«Una cosa è chiedere chiarezza su eventuali episodi di violenza, altra cosa è attribuire alle forze dell’ordine il ruolo di guardiani dei privilegi economici», sostiene Gandola, secondo il quale eventuali comportamenti illegittimi devono essere accertati nelle sedi competenti, senza trasformare gli avvenimenti in un giudizio politico generalizzato sugli operatori.
La contestazione riguarda anche il ruolo istituzionale ricoperto da Gesualdi. Gandola riconosce la libertà della direttrice di esprimere le proprie opinioni politiche, ma sostiene che la guida di una fondazione culturale comporti una particolare responsabilità nei confronti della comunità. A suo avviso, l’Accademia dei Perseveranti deve mantenere una funzione aperta a tutti i cittadini, senza essere associata a una specifica parte politica.
Il capogruppo sottolinea inoltre che la fondazione rappresenta un patrimonio culturale collettivo e riceve risorse pubbliche, elementi che, secondo la sua posizione, rendono ancora più importante promuovere il confronto e il rispetto delle istituzioni democratiche.
Nella parte conclusiva del suo intervento, Gandola ribadisce che la tutela delle forze dell’ordine e il rispetto del diritto di manifestare pacificamente non dovrebbero essere considerati temi contrapposti. La cultura, afferma, dovrebbe favorire il dialogo e contribuire a superare le divisioni, anziché alimentare contrapposizioni ideologiche.
La vicenda apre così un confronto sul rapporto tra libertà di espressione, responsabilità degli incarichi culturali pubblici e interpretazione degli interventi delle forze dell’ordine durante le manifestazioni. Le valutazioni riportate nel dibattito restano posizioni espresse dai protagonisti della polemica.







