Cinque giorni di proiezioni, incontri ed eventi dedicati al meglio del cinema francese contemporaneo, tra grandi autori, nuove voci e storie capaci di emozionare e far riflettere.
Dal 28 ottobre al 1° novembre, France Odeon torna al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze con la sua 18ª edizione. Un’edizione speciale che celebra la maggiore età del festival e i 40 anni di cinema francese a Firenze, iniziati nel 1986 con France Cinéma.
Il cuore del festival sarà La Compagnia, con appuntamenti a Palazzo Bastogi, all’Institut français Firenze e al The Artists’ Palace Florence. Si rinnova inoltre la collaborazione con il Comune di Fiesole, che ospiterà uno degli appuntamenti cinematografici più attesi di questa edizione.
CINEMA LA COMPAGNIA mercoledì 28 ottobre – pre-apertura 20.30 | Omaggio a Brigitte Bardot “Le repos du guerrier” di Roger Vadim il film girato in parte in Toscana, tra San Gimignano e l’abbazia di San Galgano. Durante le riprese, Brigitte Bardot soggiornò a Fiesole, rimanendone così affascinata da tornarci negli anni successivi. La pellicola del sarà proiettata in versione originale con sottotitoli in italiano
GIOVEDÌ 29 OTTOBRE, ORE 16.30 PALAZZO BASTOGI – SALA COLLEZIONI Ricordo di Aldo Tassone
Giovedì 29 ottobre 18.45 “Ni vue, ni connue” di Marc Fitoussi (115 min, v.o. sott. it. e ing.)
Isabelle Huppert, la più grande attrice francese, icona di tanti maestri del cinema mondiale, Godard, Chabrol, Cimino, Kiarostami, Taviani, Bellocchio… fa la comparsa! Non nel senso che appare appena qualche secondo in questa sfiziosa commedia di Marc Fitoussi, ma proprio nel ruolo di un’attrice che non ce l’ha fatta. Stravagante. Buffa. Divertente. Ossessiva. Corinne lotta contro il sistema dello show business, dalle cui logiche non è facile sottrarsi
Giovedì 29 ottobre 21.30 “L’objet du délit” di Agnès Jaoui (133 min, v.o. sott. it. e ing.)
Un direttore è l’affermato maestro Igor/Daniel Auteuil e la prima soprano è la star Hannah/Agnès Jaoui. C’è anche un tenore italiano campione del patriarcato. “L’objet du délit” comincia così, con i toni leggeri di un’opera corale, ma poi ci spiazza, inserendo come una bomba il tema delle molestie sessuali nel mondo dello spettacolo. Ecco che tutto cambia: l’atmosfera si fa spigolosa, la prima è a rischio e soprattutto l’indifferenza non è ammessa. Si andrà in scena? Uno sguardo oggettivo su #MeToo e coraggiosamente non allineato.
VENERDÌ 30 OTTOBRE, ORE 11.30 INSTITUT FRANÇAIS FIRENZE I.A. ed equo compenso
VENERDì 30 OTTOBRE 16.30 “Les jours d’après” di Stéphanie Pillonca (90 min, v.o. sott. it. e ing.)
Stéphanie Pillonca incontrerà il pubblico in sala
Louise/Valérie Donzelli, radiologa cinquantenne, arriva in treno nel paese natale per vuotare la casa del padre appena mancato. Qui ritrova il fratello, musicista a corto di soldi, l’amico d’infanzia con un figlio ribelle, il suo primo amore Marc/Jalil Lespert che caso vuole sia stato il badante del padre. E soprattutto Louise ritrova i propri ricordi, la voce del padre nella segreteria, un miscuglio di oggetti che rischiano di travolgerla depistandola dallo scopo pratico del suo viaggio. Ma qualcosa accade: la campagna che la circonda, l’ex amore che torna alla ribalta, una macchina fotografica con cui inizia a comporre un mosaico di immagini… Tutto assume una circolarità, un senso. Per fare i conti con il proprio passato c’è chi parte e c’è chi resta: il puzzle si ricompone sulla voce ruvida di Françoise Hardy.
VENERDì 30 OTTOBRE ore 18.30 “La vie d’une femme” di Charline Bourgeois-Tacquet (98 min, v.o. sott. it.)
Gabrielle (Léa Drucker) è primario di chirurgia maxillo-facciale: crede convintamente nel servizio sanitario e si dedica con passione al suo lavoro, il marito, la madre ottuagenaria, la sorella dissestata finanziariamente, i nipoti in cerca della propria strada. Robocop, come la chiama il marito (un misuratissimo Charles Berling) pare indistruttibile, nella sua energia e nella sua fiducia nel sistema che la circonda. Ma in un soffio tutto crolla: la sanità pubblica le appare per quel che è, ovvero al collasso, e pure gli affetti si incrinano, in un crudele parallelismo. Deus ex machina arriva Frida/Mélanie Thierry, un incontro determinante per farle scoprire l’altra faccia delle cose e tenderle una mano per rialzarsi. Tra Lione e le Alpi (teatro di un cameo di Erri De Luca) si arriva in Italia, a Torino, per un finale dal sapore dolce: anche la vita, come un volto disfatto dalla malattia, si può ricostruire.
VENERDì 30 OTTOBRE 20.30 Presentazione del libro: Patrice Leconte – L’intima dolcezza del suo cinema di Ignazio Senatore
L’opera esplora la poetica del regista francese Patrice Leconte, analizzando la sua lunga e variegata filmografia — da Tandem a L’insolito caso di Mr Hire fino a Maigret — focalizzandosi sul connubio tra narrazione cinematografica e psicologia dei personaggi.
VENERDì 30 OTTOBRE 21.15 “La Gradiva” di Marine Atlan (145 min, v.o. sott. it.)
Per la sua opera prima, premiata a Cannes, Marine Atlan trova un’idea di racconto semplice, efficace e potente: immergere una classe di liceali francesi nella città forse più umanamente caotica e stregata del mondo, Napoli. È lì, come in un laboratorio di ricerca, che i ragazzi si liberano poco a poco di ogni vincolo, a partire da Cartesio, per esprimere il meglio e il peggio di loro stessi.
SABATO 31 OTTOBRE, ORE 11.30 THE ARTISTS’ PALACE FLORENCE – SALA DEI LIBRI ANTICHI “A proposito di Milo/7h40 ce matin-là”
SABATO 31 OTTOBRE, ORE 11.00 TEATRO DI FIESOLE (102 min, v.o. sott. it.) “Un bon petit soldat” di Stéphane Brizé
Carla Moretti (Alba Rohrwacher) è davvero un soldatino: responsabile delle risorse umane di una società di assicurazioni, concede tutto il suo tempo al lavoro, relegando l’unico affetto, suo figlio Louis, ad uno scambio di parole dolci al cellulare. Malgrado le sue (celate) insicurezze è brava, stimata dal CEO dell’azienda (Vincent Lindon), rispettata dai colleghi maschi. It’s a wonderful world, suona la canzone dei titoli di testa. Ma il mondo diventa meno favoloso quando Carla viene a conoscenza di un grave caso di mobbing ai danni di una dipendente. Alla notizia, l’azienda reagisce, lei nel suo ruolo è schiacciata dalle logiche del mercato e resta poco spazio per porsi questioni etiche. con Vincent Lindon, Alba Rohrwacher
SABATO 31 OTTOBRE 16.00 “Milo/7h40 ce matin-là” di Nicole Garcia (114 min, v.o. sott. it. e ing.)
Per costruire un futuro che sia accettabile, dobbiamo fare i conti col nostro passato. Come Alice (Marion Cotillard) che sbarca nel grigiore di una mattina d’inverno in un paese sperduto della Francia, accettando il primo lavoro che trova, come cameriera. Perché è proprio lì? Da dove viene? Cosa o chi cerca? Molte le domande che Nicole Garcia fa sorgere nei primi fotogrammi del suo ultimo film, Milo, sceneggiato come di consueto insieme a Jacques Fieschi. Le risposte non tardano ad arrivare
SABATO 31 OTTOBRE 18.30 “Les misérables” di Fred Cavayé (180 min, v.o. sott. it.) In sala il protagonista Vincent Lindon e il produttore Olivier Delbosc.
Se l’America con l’Odissea ci ha da poco proposto una rilettura più o meno credibile di un’opera che appartiene all’umanità intera, il cinema francese ci offre orgogliosamente una nuova versione cinematografica di uno dei romanzi più epici di Victor Hugo.Fred Cavayé lo rielabora, gli dà forma, volti e corpi nuovi, trova nuove sintesi di racconto, ritmi narrativi e una musica più vicina all’oggi. Il suo Les misérables, appena uscito nelle sale d’Oltralpe, è anche un esempio di come il sistema francese, con due importanti produttori come Olivier Delbosc e Richard Grandpierre, mantenga un alto profilo storico e culturale.
In sala sarà presente uno dei migliori attori francesi che nella sua carriera ha vinto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio al miglior attore, Premio César per il migliore attore, una carriera di più di settanta film iniziata con “Il tempo delle mele 3” accanto a Sophie Marceau e proseguita con il divertentissimo “La crisi” di Coline Serrau (quella di tre uomini e una culla) poi “Quello che gli uomini non dicono” “La legge del mercato” fino ai recentissimi “Noi e loro” (Jouer avec le feu), “La scelta di Joseph” e “Couture”
DOMENICA 1° NOVEMBRE ore 15.00 “La troisième nuit” di Daniel Auteuil (100 min, v.o. sott. it.)
Agosto 1942, regime di Vichy. Il giovane funzionario Gilbert Lesage (Antoine Reinartz) viene incaricato di dirigere la commissione che selezionerà quali ebrei – tra quelli internati nel campo di Vénissieux, vicino Lione -, potranno essere rilasciati. In commissione c’è anche padre Alexandre Glasberg (Daniel Auteuil), fondatore di una associazione misericordiosa, che nei ritagli di tempo falsifica documenti per i bambini ebrei in sagrestia. Comincia così, ispirato ad un fatto di cronaca vera, La troisième nuit, sesta prova alla regia di Auteuil. L’iniziale e prevedibile scontro tra l’umanità del religioso e l’ottuso senso del dovere del funzionario si sviluppa lungo questa pellicola notturna e piovosa trasformandosi a poco a poco in una imprevedibile e salvifica collaborazione, in nome della giustizia.
DOMENICA 1° NOVEMBRE 17.00 “Notre salut” di Emmanuel Marre (159 min, v.o. sott. it.)
Ultimamente c’è un’attenzione particolare nel cinema francese agli anni della Seconda guerra mondiale, forse per interpretare meglio il presente. In più Emmanuel Marre ha costruito Notre salut a partire dalla corrispondenza di guerra tra il bisnonno Henri e la bisnonna Paulette, conservata in famiglia. Henri Marre, 49 anni, ingegnere, arriva a Vichy senza soldi né contatti. L’unico elemento a cui può aggrapparsi per fare strada è un ambiguo trattato politico, scritto di suo pugno, nel quale difende le proprie convinzioni patriottiche.
Conclusione del festival DOMENICA 1° NOVEMBRE 20.45 “Le rêve américain” di Anthony Marciano (122 min, v.o. sott. it. e ing.)
Nessuno scommetterebbe sulla strana coppia formata da Jérémy (Raphaël Quenard), impiegato in un videoclub, e Bouna (Jean-Pascal Zadi), che pulisce aerei a Orly. Eppure i due hanno un sogno: sbarcare in America nientemeno che come agenti della NBA (National Basketball Association), il the best tra le leghe di pallacanestro di Stati Uniti e Canada. Due scrivanie nel retrobottega di una sartoria cinese nella banlieue parigina sono il loro trampolino di lancio, l’avventura inizia, c’è da imparare l’inglese, le buone maniere, le logiche della concorrenza sleale e i trucchi del mestiere d’Oltreoceano.






