Firenze

Viadotto dell’Indiano a Firenze, avviate verifiche su corrosione e usura

Partono le verifiche strutturali sul viadotto dell'Indiano a Firenze con ispezione dei 28 stralli e controllo della corrosione. Restrizioni ai mezzi pesanti.

Viadotto dell'Indiano a Firenze, avviate verifiche su corrosione e usura

Partono le verifiche strutturali sul viadotto dell'Indiano a Firenze con ispezione dei 28 stralli e controllo della corrosione. Restrizioni ai mezzi pesanti.

Le verifiche strutturali sul viadotto dell’Indiano a Firenze sono entrate nella fase operativa: il Comune di Firenze ha avviato una campagna di ispezione della durata di tre settimane che riguarda l’intera struttura del ponte strallato, con particolare attenzione ai fenomeni di corrosione e usura che possono compromettere l’integrità degli elementi portanti. Un’infrastruttura cruciale per la viabilità cittadina, che ogni giorno convoglia migliaia di veicoli tra le sponde dell’Arno nella zona ovest della città, si trova ora sotto esame tecnico approfondito.

Il controllo magnetoscopico dei 28 stralli

Il cuore della campagna ispettiva riguarda i 28 stralli del viadotto — sia i cavi di sospensione sia quelli di ancoraggio — sottoposti a magnetoscopic testing, una tecnica diagnostica non distruttiva che consente di rilevare difetti interni e fenomeni di corrosione all’interno dei cavi d’acciaio senza smontarli. Si tratta di uno degli strumenti più avanzati disponibili per il monitoraggio di strutture strallate, in grado di individuare variazioni nella sezione metallica anche in profondità, dove l’ispezione visiva non arriva.

Le indagini hanno già portato a un risultato significativo: sono state rilevate anomalie nelle guaine protettive dei cavi, gli involucri in materiale polimerico che hanno il compito di isolare gli stralli dagli agenti atmosferici e dall’umidità. Il deterioramento di queste guaine rappresenta un campanello d’allarme perché espone il cavo d’acciaio interno all’ossidazione progressiva, riducendo nel tempo la capacità portante dell’elemento strutturale. L’intero piano di indagini ha un valore economico superiore ai 134.000 euro.

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Restrizioni ai mezzi pesanti già in vigore

In parallelo alle ispezioni tecniche, il Comune di Firenze ha disposto la proroga delle restrizioni alla circolazione dei mezzi pesanti sul viadotto dell’Indiano. La misura, già attiva nelle settimane precedenti, è stata estesa per garantire condizioni di sicurezza durante le operazioni di verifica e per limitare il carico dinamico sulla struttura mentre le indagini sono in corso.

I conducenti di autocarri e veicoli di grande tonnellaggio che transitano abitualmente in questa direttrice devono quindi pianificare percorsi alternativi. La zona interessata è quella che collega il Quartiere 4 — Isolotto e Legnaia — con l’area di Peretola e il collegamento verso la Fi-Pi-Li e l’autostrada A1. Per chi arriva o parte dalla parte nord-ovest della città, l’impatto sulla logistica e sui trasporti commerciali è concreto.

Un piano di monitoraggio continuo per il futuro

Le verifiche in corso non si limitano a fotografare lo stato attuale del viadotto dell’Indiano a Firenze: secondo quanto emerge dalle fonti ufficiali del Comune di Firenze, l’obiettivo è anche quello di definire un piano di monitoraggio continuo della struttura, che consenta di intercettare eventuali evoluzioni dei fenomeni di degrado in tempo reale, senza attendere ispezioni periodiche straordinarie.

Questo approccio riflette una tendenza sempre più diffusa nella gestione delle infrastrutture critiche: sistemi di sensori fissi, letture magnetoscopiche programmate e protocolli di allerta precoce che permettono alle amministrazioni di intervenire prima che un problema diventi un’emergenza. Il caso del viadotto dell’Indiano si inserisce in un contesto nazionale in cui la manutenzione preventiva dei ponti è diventata priorità istituzionale dopo episodi gravi avvenuti in altre città italiane.

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Per aggiornamenti ufficiali sull’andamento delle verifiche è possibile consultare il comunicato stampa del Comune di Firenze dedicato all’avvio del check degli stralli.

Tre settimane di lavori: cosa aspettarsi nei prossimi giorni

La campagna di ispezione ha una durata complessiva di tre settimane. Durante questo periodo, chi percorre abitualmente il viadotto dell’Indiano a Firenze dovrà fare i conti con la presenza di squadre tecniche in quota, attrezzature di sollevamento e possibili rallentamenti legati alle operazioni di accesso ai cavi. Le restrizioni ai mezzi pesanti restano in vigore per tutta la durata delle verifiche.

Chi si muove in auto o in moto non dovrebbe subire interruzioni totali della circolazione, ma è prudente monitorare le comunicazioni ufficiali del Comune per eventuali aggiornamenti sulle fasce orarie di intervento più intensivo. Gli automobilisti in transito tra Isolotto, Scandicci e la zona aeroportuale di Peretola sono i più direttamente coinvolti.

La scelta di investire oltre 134.000 euro in indagini diagnostiche approfondite — e di rendere pubblica la scoperta di anomalie nelle guaine protettive — segnala un cambio di passo nella gestione di un’infrastruttura che per decenni ha rappresentato uno degli assi portanti della mobilità fiorentina. I risultati completi delle analisi magnetoscopiche sui 28 stralli determineranno i passi successivi: solo al termine della campagna sarà possibile valutare l’entità degli interventi necessari e le relative tempistiche.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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