Il Tribunale di Firenze ha emesso il 2 novembre 2026 una decisione attesa da tempo per gli operai dell’ex stabilimento Gkn di Campi Bisenzio: il versamento di due mesi di arretrati dovrà avvenire entro trenta giorni dall’omologa del piano concordatario. Una svolta giudiziaria concreta per gli ex gkn arretrati operai, che attendevano risposte certe sul fronte economico mentre la vertenza industriale resta aperta. L’accordo coinvolge al momento circa sessanta lavoratori, e tutto dipenderà dall’udienza fissata per il 25 novembre 2026.
Il decreto del tribunale: trenta giorni dall’omologa per saldare gli arretrati
La decisione del Tribunale di Firenze stabilisce un meccanismo preciso: la società Qf, attualmente in liquidazione, dovrà corrispondere i due mesi di stipendi arretrati agli operai entro trenta giorni dalla data di omologazione del concordato. Non si tratta quindi di un pagamento immediato, ma di un obbligo che si attiverà solo al verificarsi di una condizione specifica: l’approvazione definitiva del piano concordatario da parte del tribunale stesso.
Questo passaggio rende l’udienza del 25 novembre decisiva non soltanto sul piano industriale e societario, ma anche e soprattutto per le tasche dei lavoratori. Gli ex gkn arretrati operai sono così direttamente legati all’esito di quella seduta: senza il via libera al concordato, il meccanismo di pagamento non scatta.
Il piano da 22 milioni di euro e il ruolo di Idea Group
Il concordato al centro della vicenda vale 22 milioni di euro ed è sostenuto da Idea Group. Si tratta di un piano che punta a evitare la liquidazione giudiziale della società Qf, che gestisce — o meglio, ha gestito — lo stabilimento di Campi Bisenzio dopo la dismissione da parte del gruppo Gkn.
La posta in gioco è alta: se il 25 novembre il tribunale non dovesse omologare il concordato, per Qf scatterebbe la liquidazione giudiziale, ovvero quella che in precedenza veniva definita fallimento. In quel caso, il percorso per il recupero degli arretrati diventerebbe assai più incerto e lungo per i circa sessanta operai attualmente coinvolti nell’accordo.
Lo stabilimento di Campi Bisenzio, una vertenza che dura da anni
La fabbrica di Campi Bisenzio, nell’area metropolitana di Firenze, è al centro di una delle vertenze industriali più seguite della Toscana degli ultimi anni. Dopo l’annuncio della chiusura da parte di Gkn, la lotta dei lavoratori — sostenuta da una vasta rete di solidarietà — aveva tenuto accesa l’attenzione pubblica e politica sullo stabilimento e sul suo futuro produttivo.
La vicenda ha attraversato diverse fasi: proposte di reindustrializzazione, cambi di proprietà, tentativi di rilancio. Oggi, con Qf in liquidazione e un concordato da omologare, il nodo centrale rimane quello della continuità occupazionale e, nell’immediato, del pagamento delle somme dovute agli operai. Il fatto che il tribunale abbia formalizzato l’obbligo di versare gli arretrati agli ex gkn operai entro un termine preciso rappresenta comunque un segnale di tutela concreta per chi lavora — o ha lavorato — in quello stabilimento.
Il 25 novembre, data spartiacque per i lavoratori
L’udienza del 25 novembre 2026 davanti al Tribunale di Firenze è ora il punto di riferimento per tutti gli attori in campo: lavoratori, sindacati, rappresentanti legali e la stessa Idea Group, che sostiene il piano concordatario da 22 milioni di euro. La decisione che ne uscirà determinerà se il percorso concordatario potrà procedere — sbloccando così anche il pagamento degli arretrati entro i successivi trenta giorni — oppure se si aprirà la strada della liquidazione giudiziale.
Per i circa sessanta operai attualmente coperti dall’accordo, le prossime settimane saranno decisive. La questione degli ex gkn arretrati operai non è solo una vicenda contabile: riguarda il reddito di famiglie che attendono risposte concrete da mesi. Il quadro completo della situazione è ricostruito da Firenze Dintorni, che ha seguito l’evoluzione della vertenza fino all’udienza di novembre.
Con il calendario giudiziario che segna il 25 novembre come data spartiacque, Campi Bisenzio e la sua fabbrica tornano al centro dell’attenzione dell’area metropolitana fiorentina. Quella che per anni è stata una battaglia per la dignità del lavoro si misura ora con scadenze precise: trenta giorni, 22 milioni, un’udienza. Il resto dipenderà dal tribunale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’AI e sottoposto a revisione editoriale.






